Altrotempo

La strada del vino più antica d’Italia tra osterie, cantine e castelli

dall'inviato CONEGLIANO Colline dove le viti si arrampicano fino ai cocuzzoli più alti, castelli immersi nella campagna, una cucina che sposa alla perfezione piatti di carne e di pesce e un vino, il Prosecco, che da secoli accompagna e scandisce la vita di chi abita in questa zona, una macchia di verde disegnata tra i colli e unita ai vertici tra Conegliano , Valdobbiadene e Vittorio Veneto , la città della vittoria contro gli Austriaci. Un territorio candidato, dal 2010, a diventare patrimonio dell’Unesco. Che sia un’area «segnata» dalla cultura enologica lo dimostra il fatto che qui c’è la più antica strada del vino italiana , inaugurata nel 1966, quaranta chilometri di anello che partono da Conegliano, proseguono verso nord fino a Valdobbiadene attraverso cantine, ristoranti, borghi storici incastonati tra i vigneti e resti di fortezze fino a tornare al punto di partenza. Conegliano è sede della Bottega del vino della Scuola Enologica , progettata nel 1927 dall’architetto Bernardo Carpenè e dichiarata monumento nazionale. Da vedere il Duomo , dove si trova una delle opere più famose di Cima da Conegliano , «La Madonna in trono col bambino tra Angeli e Santi». Merita una sosta la «Locanda mezzo sale» , in via XX Settembre, segnalata anche dalla guida Bibenda (3 baci), che propone una cucina fantasiosa ma anche attenta alla tradizione. Se si lascia la strada del vino e si prosegue verso ovest si incontra Susegana , famosa per il castello di San Salvatore , antica fortificazione del XIV secolo in cui ogni anno, a maggio, si svolge la manifestazione «Vino in villa», autentica festa del Prosecco con oltre 300 produttori. Più avanti c’è Refrontolo che merita una sosta «enologica»: qui infatti si produce il Refrontolo passito , vino da dessert di un colore rosso rubino con riflessi violacei, amabile, sapido, ricco di profumi con nota di mora di rovo e marasca. Poco distante è Solighetto , dove vale una sosta il ristorante «Da Lino» . Qui erano di casa Mastroianni e Ugo Tognazzi e a ricordo dell’amicizia con il proprietario ci sono anche quadri dei due attori. Si pranza ammirando una splendida collezione di paioli antichi appesi al soffitto mentre si gustano i piatti della tradizione, con ricette «di mamma, nonne e zie». La prima parte dell’anello finisce a Valdobbiadene , l’altra «capitale» del Prosecco: da vedere la chiesa parrocchiale di Guia , attribuita al Canova e la chiesa quattrocentesca di San Gregorio. Per fermarsi a pranzo vale la pena di spostarsi qualche chilometro e spostarsi in pieno territorio del Cartizze, a Santo Stefano al ristorante enoteca Salìs dal quale si ha una splendida panoramica sulle colline completamente tappezzate di viti. Il menu cambia ogni giorno, seguendo la tradizione e la stagionalità dei cibi e volendo ci si può anche rilassare al centro benessere. Le ultime due tappe del viaggio sono Follina per ammirare la splendida abbazia , prima benedettina e poi cistercense, iniziata a costruire prima dell’anno mille e poi ad Arfanta di Tarzo , al ristorante Belvedere da Tullio . Qui è rigorosamente da assaggiare lo spiedo di carne e l’altra specialità, le lumache.