Lungo l’Appia nel Pontino tra innovazione e cucina tipica
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Terracina, Monte San Biagio, Fondi, Campodimele, un bagno nella storia e nella gastronomia che lascia soddisfatto qualsiasi palato. Punto di riferimento l'antico tracciato dell'Appia per una zona che custodisce mete storiche e leggende. Terracina , affacciata sul mare, suddivisa fra città alta dove anticamente sorgeva l'Acropoli e la città bassa slanciata verso il porto, creata originariamente dai romani: è un vero e proprio museo a cielo aperto. L'antico santuario di Giove Anxur su Monte Sant'Angelo sovrasta la città, ma domina il Complesso monumentale del Foro Emiliano con il Municipio, un tratto dell'antico lastricato della via Appia e la cattedrale di San Cesareo (1074) che incorporò l'antico tempio maggiore. Da ammirare Palazzo Braschi (1787-1795). Passeggiando fra le vestigia del passato, una bella pausa di gusto in via San Francesco Nuovo, al pluripremiato «Il Granchio» , ristorante retto da Luca e Daniela Ciamberlano, un «Due Forchette» del Gambero Rosso che l'ha inserito nella Guida Ristoranti d'Italia 2014. Un trionfo di innovazione culinaria e tradizione, pesce fresco e inventiva. Tanti menu degustazione e, per citare alcuni piatti, il Tonnarello nero tirato a mano con calamaretti, calamari e bottarga di muggine o lo Spiedino di merluzzo fritto, polpettine di ceci e cipolline caramellate al balsamico su vellutata di patate al pepe di Sechuan. A chiudere la celebre spuma di caffè con savoiardo senza farina. A breve distanza Monte San Biagio , «Castellum Monticelli» nell'XI secolo, rocca che con i normanni entrò nella Contea di Fondi del Regno di Napoli. L'antico abitato si erge sul Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi , custode di tesori naturalistici come i «Roccioni di Campo Soriano» o la splendida sughereta di San Vito. Ottima trattoria è l' Hostaria della Piazzetta (via Littoria 13), anche questa nella Guida del Gambero Rosso, locale curato da Flaviano Rizzi e dalla moglie Luisa. E' il regno della cucina casareccia. La «Salsiccia d’u saraceno» , con dentro il coriandolo e tutte le carni del maiale, sta alla base di tanti piatti, dai primi (sbriciolata nella salsa) ai secondi, come quando è accompagnata da broccoletti mantecati con formaggio di capra. A seguire, Fondi , abitata dagli Aurunci e dai Volsci in epoca preromana. Il Duomo di San Pietro (XII secolo) custodisce il sepolcro di Cristoforo Caetani, una cattedra vescovile in marmo e un pulpito con mosaici cosmateschi del XIII secolo. Lunga la lista dei luoghi visitabili come l'imponente Castello baronale voluto da Roffredo III Caetani (XIV secolo) e l'Abbazia di San Magno, nel parco naturale dei Monti Aurunci. Qui il ristorante «Riso Amaro» (Una Forchetta per il Gambero Rosso) in via XXIV Maggio, curato dallo chef Maurizio De Filippis: ricca carta dei vini e piatti come Tentacoli di polpo scottati su zuppetta di piselli al tè verde e mozzarella in carrozza o il «Baccalà e peparul» (crocchette di baccalà mantecato con insalatina di peperone arrosto). Ultima tappa, Campodimele , sorta grazie ai superstiti della città latina di Apiola fatta distruggere nel VI secolo a.C. da Tarquinio Prisco. L'abitato è contenuto nell'antica cinta muraria dotata di 12 torri e camminamento restaurato come percorso turistico: da visitare la Chiesa di San Michele Arcangelo (XI secolo), sorta sulle rovine di un tempio romano e il monastero di Sant'Onofrio (XI secolo) voluto dall'abate Desiderio di Montecassino. Qui si trova la trattoria «Lo Stuzzichino» (classificata Due Gamberi), in via Taverna, guidata da Francesco Capirchio: ottima carne a cominciare da quella di agnello (insieme ai carciofi fa anche da ripieno per i tortelli rossorapa), il Carciofo ripieno di capretto, salsa di pane e pecorino o l'Uovo soffiato con crema di patate e scorzone.






