Festival Nazionale dell’Economia Civile, Petrucci (Rettrice Università degli Studi di Firenze): «La conoscenza è circolare»
In vista dell’8ª edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, in programma a Firenze dall’1 al 4 ottobre, si rinnova la collaborazione tra la kermesse e l’Università degli Studi di Firenze. Ma come si inserirà il mondo universitario all’interno del FNEC?
A spiegarlo è la Rettrice dell'Università di Firenze, Alessandra Petrucci: «La circolarità della conoscenza si colloca in una dimensione di naturale e logica coerenza. Come può, infatti, la conoscenza non essere circolare? Unitamente ai processi di ampliamento, diffusione e radicamento all'interno del tessuto sociale, la conoscenza si configura necessariamente come un processo circolare virtuoso e autoalimentante. La trasmissione fluida delle idee e la socializzazione del sapere rappresentano assi portanti e finalità primarie della ricerca scientifica, nucleo fondante della missione istituzionale dell’Università».
Entrando più nel dettaglio, Petrucci ha sottolineato: «A conferma di tale orientamento epistemologico e strutturale si pongono le politiche di Open Access. Sancite dalla Dichiarazione di Berlino del 2003, mirano a promuovere la libera accessibilità del sapere e la diffusione dei prodotti della comunità scientifica, rimuovendo i vincoli di fruizione tradizionali. In questo ecosistema relazionale, gli spillover di conoscenza giocano un ruolo cruciale. Si tratta di un fenomeno che si verifica quando informazioni e competenze, inizialmente raccolte e condivise per una specifica attività o per un singolo progetto, generano inaspettatamente ulteriori opportunità di applicazione in altri contesti. Gli spillover diventano così potenti moltiplicatori e catalizzatori per lo sviluppo di nuove idee, spesso in modi e settori totalmente imprevisti».
«Risiede nella natura stessa della conoscenza – conclude la Rettrice – la propensione all'apertura verso l'esterno e verso il nuovo, affinché i saperi transitino dai loro tradizionali depositi statici verso uno spazio condiviso e tale transizione garantisce l'accesso continuo a nuove risorse cognitive, superando la concezione dell'apprendimento finalizzato alla occupabilità, per dirigerlo verso la ricerca e l’innovazione sociale».