A better tomorrow days: al Circeo piazza gremita e istituzioni ai massimi livelli per la blue economy
Ieri Sera, piazzale Cresci gremito a San Felice Circeo per il nuovo appuntamento degli A Better Tomorrow Days, format ideato dall’agenzia di comunicazione Cenacoli in collaborazione con BAT Italia che mette a confronto imprenditori, istituzioni e cittadini su temi di interesse pubblico. Dopo la cerimonia di inaugurazione del nuovo lungomare di San Felice Circeo, con il taglio del nastro fatto dal sindaco Monia Di Comiso e dalla vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, ha preso il via il dibattito dedicato alla blue economy “Il mare genera valore” al quale hanno partecipato i vicepresidenti del Senato e della Camera, Gian Marco Centinaio e Fabio Rampelli, l’europarlamentare Salvatore De Meo, la senatrice Silvia Fregolent, la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, l’avvocato Antonino Galletti, in rappresentanza della Fondazione Rome Technopole, e Andrea Di Paolo, vicepresidente di BAT Italia che, come ‘padrone di casa’ ha aperto la discussione: «La blue economy ci ricorda che il valore di un'iniziativa non si misura soltanto nei risultati che produce direttamente ma anche nella sua capacità di generare sviluppo e opportunità per i territori. Con BAT lo abbiamo osservato nella campagna 'Piccoli Gesti, Grandi Crimini', che dal 2020 ha coinvolto 28 amministrazioni locali e 34 tappe in tutta Italia, contribuendo nelle città partecipanti – tra le quali anche il Circeo per ben due anni – con una riduzione del littering da mozzicone pari al 59%. Lo stesso principio emerge anche a Trieste, dove l'ultimo studio del MIB sul nostro A Better Tomorrow Innovation Hub ha calcolato un impatto economico complessivo di 275,6 milioni di euro e un effetto moltiplicativo fino a 5,5 euro per ogni euro prodotto. Un risultato particolarmente significativo se si considera che oltre il 90% del valore aggiunto generato rimane in Friuli-Venezia Giulia. Esperienze molto diverse tra loro che dimostrano come i risultati più significativi nascano quando un'iniziativa riesce a generare benefici che si estendono ben oltre il suo obiettivo iniziale, coinvolgendo persone, comunità e territori.»
Di territorio e rispetto ha aggiunto una sua riflessione l’onorevole Fabio Rampelli: «L’architettura deve essere rispettosa di un posto incantevole come questo, dove si trovano magicamente tanti elementi importanti che segnano l’identità di un luogo; è fondamentale investire, facendo opere pubbliche di rilievo come quella della riqualificazione del lungomare, ma è anche importante che un’opera realizzata a San Felice Circeo sia ben integrata nel suo contesto. Questo è un luogo caratterizzato dalla pietra calcarea con cui sono stati eretti fin dall’origine i muri del centro storico, iconicamente dalle mura ciclopiche, dalla mitologia di Ulisse e della maga, dal Parco nazionale e dalla sua foresta ondeggiante alle brezze di mare, dalle architetture moresche del villaggio del porto e delle residenze a ridosso dell’arenile… se questi elementi saranno il valore intorno al quale si articolerà la trasformazione del territorio la Regione Lazio e ogni amministrazione pubblica sapranno essere generosi. Chi viaggia ricerca sempre più l’unicità dei luoghi, non basta fare qualche grattacielo a Roma per somigliare a Dubai. Chi vuole i grattacieli andrà a Dubai e chi vuole Roma cerca l’architettura classica. San Felice Circeo ha la sua straordinaria identità e su questa occorre investire per aggiungere al mare pulito altri elementi che qualifichino la ricezione turistica. Il Mar Tirreno fino a oggi è stato interpretato come un ostacolo, ma in realtà è risorsa, opportunità ineguagliabile. Noi siamo la terra dell’acqua e sull’acqua dobbiamo costruire il nostro futuro».
Dopo il taglio del nastro, la vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, ha puntato i riflettori sugli importanti risultati e numeri del territorio: «La Blue Economy rappresenta un settore strategico dell’economia nazionale, con un fatturato di oltre 80 miliardi di euro. Nel Lazio possiamo contare su un patrimonio naturale di quasi 400 chilometri di costa, 24 comuni costieri e le isole: numeri che fanno della nostra regione la prima in Italia per numero di imprese dell’economia del mare, con 38 mila imprese del comparto, un numero in crescita che rappresenta un vero primato. La Regione Lazio ha stanziato un finanziamento di 20 milioni di euro per interventi di riqualificazione urbanistica e ambientale dei comuni costieri, tra cui il nuovo lungomare del Circeo. Il nostro mare è una risorsa strategica che va valorizzata attraverso interventi di sostenibilità, il potenziamento delle infrastrutture e il rafforzamento della sicurezza.» E sulla sicurezza, l’europarlamentare Salvatore De Meo ha aperto una interessante parentesi su un tema sconosciuto a molti: «Il mare non è più soltanto una risorsa economica ma una vera e propria infrastruttura geopolitica alla quale finalmente siamo riusciti a dare la giusta importanza e ragionare a un sistema che lo difenda. L’underwater oggi è considerato il quinto dominio: due terzi del nostro globo che sono coperti dall'acqua e se pensate che sotto i nostri mari c'è il 95% dei cavi dei nostri traffici dati, potete immaginare quanto sia importante saper governare la sicurezza in questo ambito. Parliamo spesso di protezione delle infrastrutture marittime ma sotto il mare c’è una vera e propria rete nervosa di informazioni e movimentazioni: se fosse vulnerabile e venisse colpita, interi paesi potrebbero andare in tilt. Per questo, oggi l’Europa sta lavorando per un quadro regolatorio chiaro con cui garantire la sicurezza anche nei fondali dei nostri mari.» Ai numeri sulla sicurezza, la senatrice Silvia Fregolent ha aggiunto quelli sulla Blue economy: «Grazie al nostro mare, l’Italia produce 237 miliardi di euro, dando lavoro a 253.000 imprese. Con questi numeri, non si può parlare di economia marginale, anzi; bisogna implementare la gestione delle coste ma anche ragionare sulle infrastrutture. Negli Stati Uniti, la Florida è paragonabile al Circeo e ad altre nostre località balneari ricercate per il turismo estivo ma è necessario creare stazioni dei treni, velocizzare i trasporti: impiegare tre ore per arrivare qui da Roma non è pensabile, è normale che, visti i tempi, ci sia chi preferisce pagare qualcosa di più e andare comodamente all’estero. Questo trend va invertito.» Altri trend riguardano il settore agroalimentare ma spesso non dipendono dall’Italia, come ha sottolineato il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio: «Il mare viene in mente alla gente nel periodo di vacanza, da giugno a ottobre, per poi essere dimenticato. Ma negli altri mesi vive e va protetto. Quando, da ministro, andavo a parlare con l’Europa, per discutere delle opportunità legate ai nostri pescatori e alla economia del mare, ci trovavamo davanti dei referenti che il mare non lo avevano visto nemmeno in cartolina. Oppure ti confrontavi con chi veniva dal Mare Del Nord o altre realtà completamente diverse e non paragonabili alla nostra. In Europa non possono cambiare le carte in tavola ogni giorno: in alcuni periodi il tonno, per fare un esempio, si trovava spesso; poi, con i cambi di norme, era quasi scomparso: servono equilibrio e conoscenza della materia. Ci sono limitazioni che non consentono ai nostri pescatori di arrivare a fine mese. Chi fa le leggi a livello continentale deve iniziare a farlo in maniera diversa, tenendo conto delle differenze fra le varie nazioni.» Una differenza fondamentale nel campo della blue economy è la formazione, tema spiegato dall’esperto Antonino Galletti di Rome Technopole: «Permettetemi una battuta, parlare del mare in questa piazza, in una sera di fine luglio, con il promontorio del Circeo alle spalle, ha un vantaggio e uno svantaggio. Il vantaggio è che il tema non ha bisogno di essere spiegato: basta voltarsi. Lo svantaggio è che il mare, quando è così bello, rischiamo di guardarlo solo come paesaggio e questo non genera sviluppo. Le imprese della blue economy fanno meno fatica della media nazionale a trovare professionalità green, STEM e digitali ma faticano comunque. Non mancano i capitali né le tecnologie: non ci sono le persone che sappiano usarle. Nel piano che il CDA ha approvato per il 2026, la valorizzazione del capitale umano è uno dei tre macro-obiettivi della Fondazione. La Camera di commercio Frosinone Latina ha lanciato l’idea di un Distretto Nautico del Lazio, capace di mettere in rete imprese, porti, cantieri, servizi e innovazione. È un’idea giusta alla quale una gamba formativa. Da questa piazza offro la disponibilità della Fondazione Rome Technopole a costruire, con la Camera di commercio e con le imprese di questo territorio, un percorso di alta formazione sulle competenze del mare. Un corso progettato sui fabbisogni che le imprese del pontino ci indicheranno, erogato insieme agli atenei del Lazio, certificato con crediti universitari e open badge.»