Fabbisogno sanitario 2026/2027, Giuliano (UGL): “Giusto aumentare posti nei corsi universitari, ma servono subito risposte concrete”

La Conferenza Stato-Regioni ha sancito l’intesa sul fabbisogno formativo del personale sanitario per l’anno accademico 2026/2027, fissando i numeri di accesso ai corsi di laurea per il Ministero dell’Università e della Ricerca: la programmazione prevede 20.842 medici chirurghi e 25.479 infermieri, affiancati dalle cifre relative alle altre professioni del settore tra cui 2.673 biologi, 1.733 veterinari, 1.599 odontoiatri, 1.500 farmacisti, 469 chimici e 287 fisici.

Sulla definizione complessiva delle cifre interviene Gianluca Giuliano, segretario nazionale di UGL Salute, analizzando lo stato attuale del Servizio Sanitario Nazionale e le misure prioritarie per superare la crisi strutturale del sistema. “Accogliamo con favore la definizione di una programmazione condivisa tra Regioni, Ministero della Salute e Ordini professionali che quantifica le necessità del SSN indicando 20.842 medici chirurghi, 25.479 infermieri e migliaia di altri specialisti tra biologi, veterinari, odontoiatri, farmacisti, chimici e fisici, ma dobbiamo guardare in faccia la realtà: stabilire i posti per il prossimo anno accademico è una misura necessaria che produrrà effetti solo a lungo termine, mentre la sanità pubblica è in difficoltà oggi sotto il peso di carenze d’organico “, dichiara Giuliano.

  

“I giovani che dovrebbero entrare negli atenei diventerebbero professionisti operativi tra alcuni anni a seconda dei percorsi di laurea e specializzazione, ma i cittadini e i presidi territoriali chiedono risposte adeguate adesso, ed è per questo che la sola programmazione universitaria non può rappresentare la risposta esaustiva all’emergenza”. Il segretario nazionale analizza nel dettaglio l’impatto dei numeri stabiliti e le criticità trasversali che colpiscono tutte le categorie coinvolte. “Se per i 20.842 medici la sfida è garantire percorsi di specializzazione adeguati e trasparenti, sul fronte delle 25.479 unità previste per gli infermieri e per gli altri profili sanitari registriamo da tempo un calo preoccupante delle iscrizioni ai test d’ingresso, frutto di retribuzioni tra le più basse d’Europa, carichi di lavoro insostenibili e una drammatica assenza di valorizzazione professionale. Mettere a bando migliaia di posti per medici, infermieri, biologi, farmacisti o veterinari serve a poco se poi i corsi di laurea non registrano il pieno di domande o se i professionisti neo-formati preferiscono fuggire all’estero o verso la sanità privata”, prosegue il sindacalista.

“Per rendere davvero efficace la programmazione complessiva e trattenere le competenze nel servizio pubblico serve una strategia immediata basata su interventi fondamentali: un piano straordinario di assunzioni stabili per coprire il turn-over generazionale in tutte le discipline e l’adeguamento economico degli stipendi agli standard europei”. Infine, UGL Salute rimarca la necessità di garantire condizioni di lavoro dignitose e sicure all’interno delle strutture sanitarie per ogni figura professionale dell’intero comparto. “Il nostro personale medico, infermieristico e tecnico-scientifico lavora in condizioni estreme ed è quotidianamente esposto a rischi inaccettabili, come dimostra l’escalation delle aggressioni nei presidi ospedalieri. Se le istituzioni vogliono davvero salvare il SSN e garantire il diritto alla salute dei cittadini, devono affiancare alla programmazione dei numeri universitari azioni concrete per restituire dignità, attrattività e garanzie di sicurezza a tutto il personale sanitario”, conclude Giuliano.