Vacanze col cane, come prepararsi alla fuga al mare o in montagna

L’estate è sinonimo di vacanze, ma quando in famiglia c’è un cane partire richiede qualche attenzione in più. La scelta della destinazione, l’organizzazione del viaggio e la conoscenza delle esigenze dell’animale possono fare la differenza tra un’esperienza piacevole e una fonte di stress. Per questo è importante programmare tutto con anticipo e scegliere la meta non solo in base ai desideri della famiglia, ma anche alle caratteristiche del proprio cane. “Quando si parla di vacanze con il cane, il primo passo è capire che tipo di esperienza vogliamo affrontare: mare, montagna o lago. Questo incide molto più di quanto si pensi sulla preparazione, sia pratica sia comportamentale - spiega Chiara Boncompagni, medico veterinario esperto in comportamento di   NapoHub, il primo ecosistema italiano fondato da Alessandra Liberali, dedicato alla relazione consapevole tra persona e animale - Un altro elemento spesso sottovalutato è la durata. Una vacanza breve, ad esempio di una settimana, può risultare più stressante che benefica, perché il cane ha bisogno di tempo per adattarsi a un ambiente nuovo, a odori diversi e a ritmi completamente differenti”.

La preparazione dovrebbe iniziare almeno due settimane prima della partenza. Una visita veterinaria consente di verificare lo stato di salute dell’animale, controllare la profilassi antiparassitaria e, in caso di viaggi all’estero, accertarsi che vaccinazioni e documentazione siano complete. Nei cani che soffrono di ansia o di cinetosi è inoltre possibile valutare, insieme al veterinario, eventuali supporti specifici.  Anche il viaggio in automobile non dovrebbe mai essere improvvisato. “Il viaggio in auto va pianificato e non improvvisato, soprattutto nei cani che hanno già mostrato difficoltà: in questi casi, la prevenzione resta sempre la strategia migliore. Il cane deve viaggiare in sicurezza, utilizzando un kennel confortevole o altri sistemi omologati, ma soprattutto deve essere già abituato a quel tipo di trasporto”, aggiunge l’esperta.

  

Durante il tragitto è importante osservare il comportamento dell’animale e riconoscere tempestivamente eventuali segnali di sofferenza. “Se compaiono segnali come ansimazione continua, scialorrea, agitazione, irrequietezza, difficoltà a stare fermo, tendenza a muoversi avanti e indietro sul sedile oppure, al contrario, stanchezza marcata, debolezza fino alla sincope, il viaggio non sta procedendo bene – spiega la veterinaria di Napohub, la piattaforma integrata che unisce professionisti, educatori e proprietari attorno a un nuovo paradigma, ossia la convivenza basata sul rispetto delle necessità etologiche e sulla crescita emotiva condivisa -  La prima cosa da fare è fermarsi e cercare di rinfrescare l’animale nel modo corretto per scongiurare un eventuale colpo di calore ed aiutarlo a rilassarsi. Non è indicato inumidire soltanto un asciugamano o bagnare leggermente il pelo. È più utile bagnare in modo profuso zampe e polpastrelli, evitando di gettare acqua sul muso del cane.” 

Uno dei luoghi più scelti per le vacanze estive è il mare, ma non sempre rappresenta la soluzione migliore. “In generale, il mare non piace a tutti i cani: non piace la spiaggia, non piace il caldo afoso, non piace l’acqua in movimento. È vero, ci sono cani che amano il mare e la sabbia, ma non vale per tutti come per i soggetti con cute sensibile o con dermatiti: l’acqua salata non è affatto sempre benefica come spesso si sente dire. Se rimane sul pelo, può rovinarlo e causare prurito o infiammazione, motivo per cui andrebbe sempre risciacquata ogni volta con acqua dolce”, aggiunge. La veterinaria invita inoltre a rispettare sempre i tempi e le preferenze dell’animale. Per Boncompagni, la domanda da porsi è un’altra. “Ha davvero senso portare un cane in spiaggia quando ci sono 40 gradi, la sabbia è rovente e, in molti lidi italiani, il cane non ha nemmeno libero accesso all’acqua o alla battigia? Il mio suggerimento, da veterinario e veterinario comportamentalista, è semplice: non portate i cani in spiaggia e non portateli al mare, a meno che non ci siano condizioni climatiche e ambientali che consentano loro di stare davvero bene, esplorare con serenità e non dover subire limitazioni che, in fondo, sono pensate più per gli umani che per loro” 

La montagna rappresenta spesso una valida alternativa, purché le escursioni siano adeguate alle condizioni fisiche del cane. “Come faremmo per noi, anche per il cane è fondamentale organizzare trekking ed escursioni in base alla temperatura della giornata, scegliendo possibilmente percorsi dove ci sia anche la possibilità di camminare all’ombra”, spiega l’esperta che  richiama l’attenzione sugli errori più frequenti: “Tra gli errori che vedo più spesso durante le vacanze estive c’è sicuramente quello di non chiedere un adeguato supporto a figure competenti. Viaggi in automobile, in treno o in nave non sono situazioni che si possono improvvisare: vanno invece strutturate e programmate con largo anticipo. Il concetto di fondo resta sempre lo stesso: la vacanza va pensata anche per il cane e non solo con il cane”, conclude la veterinaria.