Scuola, uscite in moschea. Il centrodestra frena le opposizioni: "Basta montature ideologiche sulla scuola"
"Le opposizioni, perché quando parliamo di Futuro Nazionale di questo si tratta, agitano opposti allarmismi del tutto ingiustificati e provocano il centrodestra che da tempo lavora invece per tutelare i nostri studenti da veri tentativi di indottrinamento, e per affermare pluralismo e spirito critico. Il ministero dell'Istruzione in maniera responsabile ha accertato i fatti com'è giusto che sia di fronte a una sollecitazione che le verifiche hanno poi ridimensionato. Dispiace che chi fino a poco tempo fa aveva condotto all'interno della Lega una battaglia giusta e al fianco del ministro Valditara che bene sta facendo per garantire rispetto, equità e autorevolezza all'interno del mondo scolastico, oggi per avere un minuto di visibilità crei polemiche politiche sterili. Vogliamo tutelare una comunità che ha bisogno di risposte basate su fatti concreti, come quelli che stiamo realizzando, non di montature o attacchi ideologici". A dichiararlo è stata la deputata della Lega e capogruppo nella commissione Cultura, Giovanna Miele, a cui sono seguite le parole del Sottosegretario all'Istruzione e al Merito on. Paola Frassinetti. "Trovo francamente fuori luogo sia chi parla di fantomatiche schedature, sia chi vorrebbe trasformare un normale lavoro istruttorio del Ministero in uno scontro politico - ha detto - Non bisogna né gridare allo scandalo, come fanno l'on. Boldrini e l'on. Piccolotti, né utilizzare questa vicenda per alimentare una sterile contrapposizione, come tenta di fare l'on. Sasso. L'attività di ricognizione svolta dagli Uffici scolastici regionali è stata richiesta esclusivamente per acquisire elementi oggettivi in risposta a un atto di indirizzo, come avviene abitualmente. I dati parlano con chiarezza, su oltre 7.000 istituti scolastici sono emersi pochissimi casi, tutti riconducibili a iniziative inserite nei Piani triennali dell'offerta formativa, approvate dagli organi competenti, condivise con le famiglie e finalizzate alla conoscenza delle diverse religioni. Bisogna evitare che le scuole diventino luoghi dove, attraverso le religioni, si possa andare in contrasto con i nostri principi e con i valori della nostra Costituzione".
Ai comunicati si è aggiunto Amir Atrous, responsabile del dipartimento Immigrazione di Forza Italia Milano, che ha detto: "Noto con un certo stupore che sul tema delle uscite didattiche in moschea gli opposti estremismi si incontrano: da un lato l'onorevole Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra, definisce 'schedatura' una normale ricognizione effettuata dal ministro Giuseppe Valditara per comprendere i dati reali del fenomeno; dall'altro l'onorevole Rossano Sasso, deputato di Futuro Nazionale ed ex esponente della Lega, sostiene addirittura che il Ministero dell'Istruzione ne stia minimizzando la portata". E aggiunge: "Da esponente politico di origine tunisina e di fede islamica ritengo, forse immodestamente, di poter dire la mia su questo dibattito surreale. Come evidenziato dal Ministero dell'Istruzione, stiamo parlando di sette casi su settemila: il fatto che una statistica simile possa diventare un caso politico nazionale dimostra il livello di strumentalizzazione raggiunto. Non vedo nulla di scandaloso nel fatto che il ministero monitori quanto accade nelle scuole: è esattamente ciò che deve fare un'istituzione seria. Trasformare questo lavoro in un allarme ideologico è semplicemente fuorviante". L'esponente di Forza Italia si è poi rivolto all'onorevole Sasso: "Suggerirei, prima di lanciare accuse, di confrontarsi con la realtà quotidiana delle scuole italiane. Esistono istituti in cui gli studenti di religione musulmana rappresentano una quota molto significativa, talvolta anche il 50% degli iscritti: ignorare questi dati sarebbe irresponsabile da parte di qualsiasi dirigente scolastico". E poi ha concluso: "La scuola ha il compito di includere, non di alimentare paure. È del tutto normale che le comunicazioni siano rese comprensibili anche alle famiglie che non padroneggiano l'italiano, così come è normale promuovere iniziative culturali e formative. Visitare una moschea, così come una chiesa cattolica o ortodossa, significa offrire agli studenti un'occasione di conoscenza e di rispetto reciproco, non fare indottrinamento. Molti insegnanti affrontano inoltre il tema delle diverse confessioni religiose anche al di fuori dell'ora direligione, per fornire agli studenti gli strumenti necessari a comprendere il mondo in cui vivono. Questa è la scuola reale: fatta di inclusione, responsabilità e crescita. Il resto sono polemiche ideologiche che non aiutano né gli studenti né le famiglie''.