La precisazione di Clara Campese

Da Clara Campese riceviamo e pubblichiamo.

Prima di tutto l’affermazione relativa alla «sconfitta» è tanto inveritiera quanto smentita dagli esiti delle indagini del pm Dott. Basentini. Detto ciò sarebbe il caso che Di Paola spiegasse perché un pm il dott. Basentini nella sentenza di archiviazione della denuncia, motivata dal fatto che la federazione ha natura di carattere privatistico e quindi è depenalizzata, ha tuttavia ben acclarato l’esistenza dei fatti occorsi durante l’assemblea elettiva della Fise nel 2024 «un quadro oggettivamente opaco e per nulla rassicurante, la cui gravità è stata riscontrata e confermata sotto diversi profili». E aggiunge anche «i Carabinieri della stazione di Ponte Galeria riscontravano la fondatezza delle doglianze avanzate dalla Campese e da Bartalucci in riferimento alla illiceità delle procedure di voto». In ogni caso, avverso l’archiviazione pende opposizione motivata dalla sussistenza di precisa fattispecie di reato. La attuale Riforma della Giustizia sportiva è finalizzata a rendere la Giustizia sportiva realmente giusta ed indipendente. Questo si è reso necessario per evitare che persone come la sottoscritta, che dopo aver trascorso 32 anni nel ruolo di dirigente sportivo, di cui 8 come presidente del C. R. Veneto, vengano sottoposte a processi sportivi sommari in cui viene vilipeso il diritto ad un Giusto Processo e al diritto di difesa. Guarda caso dopo la mia candidatura alla presidenza nazionale della Fise nel 2024 in cui lo stesso MdP era candidato, oltre al terzo candidato l’amico Duccio Bartalucci, sono iniziate delle vere e proprie persecuzioni che per me sono sfociate in oltre 31 udienze solo nel 2025 davanti agli OdG della Fise. Il tutto è accaduto subito dopo la denuncia querela che ho sporto presso la Procura della Repubblica di Roma per ipotesi di reato, di cui in particolare per «brogli» elettorali.