L’Osservatorio sulla Nuova Economia Sociale e Civile pubblica il Rapporto Annuale

È stato pubblicato il "Rapporto sulla Nuova Economia Sociale e Civile" curato da NeXt Nuova Economia per Tutti, e realizzato con il supporto di Banca d'Italia nell'ambito dell'Osservatorio Nazionale ONESC, il documento scatta una fotografia del Paese, tra desiderata e comportamenti reali.

L’indagine ha intercettato oltre 6000 cittadini e rilevato, da un lato, la relazione tra Nuova Economia e benessere di vita, e dall’altro, i livelli di Nuova Economia che le persone hanno e che mettono in pratica nella vita quotidiana.

  

L'Indicatore Composito della Nuova Economia Sociale e Civile (NESC) è calcolato a partire da 8 determinanti: la Capacità di Pensiero, l’Intelligenza Relazionale, le Emozioni Funzionali, il Livello di Virtù, la Consapevolezza, la Conoscenza e le Azioni della Nuova Economia Sociale e Civile e il Livello di Partecipazione. Il livello medio complessivo, su una scala da 0 a 1, si attesta nell’ordine di un valore pari a 0,55.

Mettendo in relazione livello di Nuova Economia e soddisfazione di vita, vediamo che a livelli NESC sopra la media corrispondono maggior benessere e felicità, passando da 6,28 a 7,32. E’ naturale pensare che le persone tendano a migliorare i propri livelli di Nuova Economia per migliorare di conseguenza la propria soddisfazione di vita, ma invece assistiamo ad un fenomeno “paradossale” in cui si nasconde una profonda frattura tra l'intenzione dei cittadini e la loro capacità di azione pratica

L’88% delle persone intervistate, ritiene molto urgente (% di punteggi maggiori di 7 su 10) il cambio dei modelli di consumo e l’80% il cambio dei modelli di produzione, ma allo stesso tempo il 41% dello stesso campione non cerca mai informazioni sulla sostenibilità, e il 77% non conosce o ha solo sentito parlare dei criteri ESG.

Questo fenomeno ha due principali spiegazioni: da un lato prende le mosse dal lemon market di Akerlof, in cui in presenza di informazioni scarse il mercato tende a premiare i venditori qualitativamente peggiori, dall’altro sono figlie di un sistema progettato per misurare e comunicare efficienza produttiva e qualità tecnica, non impatto civile.

Emerge la difficoltà strutturale del consumatore di distinguere tra imprese genuinamente virtuose e imprese che simulano, dove la scelta sostenibile è strutturalmente più costosa, in tempo, attenzione e risorse cognitive, della scelta convenzionale.

La necessità non è quindi di aggiungere informazioni sulla bontà della sostenibilità, ma di renderle maggiormente leggibili e fruibili perché i cittadini possano compiere le proprie scelte individuali, passando da immaginare soluzioni di policy da “come convincere i cittadini a volere la sostenibilità” - già la vogliono -, a “come ridisegnare le istituzioni affinché agire (scegliere praticamente) la sostenibilità costi meno”.

Il Rapporto sulla Nuova Economia Sociale e Civile è pubblicato annualmente e sul sito onesc.nexteconomia.org è possibile scaricarne la sintesi e la versione online.