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Mundialido, il Paraguay trionfa in finale e vola all’Integration Cup. Alla Colombia non riesce il bis
Il Mundialido 2026 incorona il Paraguay, vincitore del torneo per l'integrazione culturale, dopo aver battuto i campioni in carica della Colombia per 2-1, in una finale di assoluto livello e davanti al numeroso e caldo pubblico dello Stadio Fiorentini di via Galatea a La Rustica. A vincere è stato anche il fair play che ha caratterizzato l'intera manifestazione che per un mese ha messo in campo uno di fronte all'altro 24 Paesi del Mondo, espressione di comunità residenti nella Capitale, ognuna con la propria cultura, la propria tradizione e la propria storia. Per la prima volta ne ha preso parte anche l'Argentina. Qualità tecnica molto alta, comportamento esemplare, finale spettacolare, in campo e fuori. Hanno vinto tutti, ha vinto il calcio, quello di una volta.
Cala il sipario, dunque, sull'edizione numero 28 del Mundialido, con la soddisfazione del suo storico organizzatore Eugenio Marchina, Club Italia Eventi: «Il torneo cresce ogni anno, sia dal punto di vista tecnico che dell'organizzazione, grazie al sostegno di ambasciate e consolati e con il supporto di ASI. Auspichiamo che sia sempre maggiore l’attenzione da parte delle Istituzioni». Il Mundialido continua a rappresentare un simbolo di integrazione, inclusione e fratellanza internazionale, riaffermando il ruolo dello sport come strumento capace di unire culture, comunità e nazioni in un linguaggio condiviso e immediato. Il campo de La Rustica a Roma, culla di questa competizione, è diventato per più di un mese «l'ombelico del mondo» calcistico, supportato da un tifo senza precedenti.
La squadra che ha vinto (Paraguay) adesso se la vedrà con altre grandi «Nazionali» il prossimo 17 luglio nell'Integration Cup. «Il Mundialido è uno degli eventi più significativi del calcio ASI, dove i valori dello sport incontrano quelli del sociale. Continueremo a far crescere questa realtà a Roma e in altre città d’Italia - Milano è ad esempio già attiva - per l’importanza che questo torneo ricopre», ha così spiegato Claudio Barbaro, Presidente di ASI, Associazioni Sportive e Sociali Italiane.