“Come si misura una democrazia”: Sabino Cassese presenta a Roma le sue proposte per riparare l’Italia
Come si misura il benessere di una democrazia? E’ la domanda da cui parte la riflessione di Sabino Cassese, Professore Emerito della Scuola Normale di Pisa e Giudice Emerito della Corte Costituzionale all’evento di presentazione del suo nuovo libro “Come si misura una democrazia. Proposte per riparare l’Italia” tenutosi a Roma, presso la sede di Core, a Palazzo Maccarani Odescalchi, in piazza Margana 19. L’incontro segue il format "Core Books", una serie di incontri promosso dalla società di Corporate relations specializzata in relazioni pubbliche e istituzionali.
Alla tavola rotonda, moderata dal giornalista Andrea Picardi, hanno partecipato istituzioni, stakeholders ed esperti in un momento di confronto necessario in cui sono emerse luci ed ombre dei sistemi democratici contemporanei e, in particolare, della realtà italiana. Il volume parte da un fenomeno sempre più evidente: il distacco tra società e istituzioni. Tra governo e cittadini si sta infatti aprendo un fossato che si manifesta attraverso numerosi indicatori, tra cui l’aumento dell’astensionismo elettorale, la diminuzione della partecipazione politica, la crescente sfiducia nelle istituzioni, il drastico calo degli iscritti ai partiti e la forte volatilità dell’elettorato.
Cassese ha chiarito che «L’intento non è soltanto di analisi e misurazione di una realtà in movimento, ma anche educativo e polemico, per insegnare a utilizzare la grande massa di informazioni statistiche raccolte da istituti pubblici e privati, nazionali e sovranazionali, e contro l’impressionismo in politica e nello spazio pubblico, l’improvvisazione nella comunicazione, nonché la faciloneria e il dilettantismo nel dibattito pubblico».
Il professore analizza le cause di questa trasformazione, individuandole nel progressivo declino dell’offerta politica e nella crescente domanda di sicurezza proveniente dalla società contemporanea. Una società che, sempre più individualizzata, tende a delegare la gestione della cosa pubblica a una minoranza attiva, riducendo il proprio coinvolgimento diretto nei processi democratici.
Particolarmente significativa è l’analisi dedicata all’Italia, dove la partecipazione elettorale, che nei primi decenni della Repubblica superava il 90%, è progressivamente diminuita fino a registrare, in molte consultazioni recenti, livelli inferiori alla metà degli aventi diritto. Un fenomeno che produce effetti rilevanti sulla rappresentanza politica e sulla legittimazione delle istituzioni democratiche.
Il libro mette inoltre in evidenza come l’indebolimento della rappresentanza favorisca il prevalere degli interessi organizzati rispetto alle opinioni diffuse, determinando una progressiva sostituzione del pluralismo con forme di corporativismo e un crescente rischio di
occupazione delle strutture pubbliche da parte della politica. Ne derivano conseguenze che incidono sulla qualità dell’amministrazione, sul principio del merito, sull’imparzialità delle istituzioni e sull’efficienza dei servizi pubblici.
Accanto all’analisi dei punti critici, l’autore affronta una questione fondamentale per il futuro delle democrazie: quali strumenti possono oggi misurarne la qualità? Se il voto e la partecipazione politica tradizionale appaiono in declino, è sufficiente affidarsi ai sondaggi di opinione oppure occorre individuare nuovi indicatori capaci di cogliere il rapporto reale tra cittadini e istituzioni?
L'evento è disponibile in modalità on-demand sul canale YouTube di Core Video Factory e sulla pagina LinkedIn ufficiale di Core.