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Musica, danza, freestyle e droni a colorare il cielo. Show da brividi al Foro Italico per i 60 anni del taekwondo in Italia

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Uno spettacolo mozzafiato, che ha lasciato tutti a bocca aperta. La notte del Foro Italico è stata illuminata dall'emozionante cerimonia per celebrare i 60 anni del taekwondo in Italia e la chiusura del Roma 2026 World Taekwondo Grand Prix, voluta e realizzata dalla Federazione Italiana Taekwondo. Sui marmi del Viale del Foro Italico è andato in scena lo show "La Via", un'ora di puro spettacolo che ha intrecciato arte, storia e sport in un racconto emozionale senza soluzione di continuità. Ad aprire la serata, un viaggio nel tempo con un suggestivo showcase di taekwondo in costume tradizionale coreano, preludio a un salto negli anni Sessanta italiani. Il cuore dello spettacolo è stato un grande affresco dell'Italia che fu: dalle atmosfere retrò del Mambo Italiano - con il cantante Walter Ricci nei panni di Vittorio De Sica e la cantante Karima ispirata a Sophia Loren - fino alle movenze inconfondibili di Giulia Boscolo nei panni di Raffaella Carrà, passando per le passerelle anni Ottanta di "Tarzan Boy" e le sciarpe di Italia '90 sulle note di "Notti Magiche", fino all'esplosione visiva degli anni Novanta con "Gli Anni" interpretata da Alessandro Tomasi. Poi il momento più toccante: sessanta bambini in dobok bianco hanno pronunciato il giuramento degli atleti sulle note de "La Cura", eseguita dal vivo da EroCaddeo, prima che il campione olimpico Vito Dell'Aquila consegnasse una cintura speciale alla piccola Flavia Carandente, simbolo del passaggio del testimone alle nuove generazioni. A infiammare il pubblico ci ha pensato poi il Demo e Ciao Team: 34 atleti freestyler disposti sui due tatami hanno dato vita a una sequenza coreografica di altissimo impatto, dove tecnica e spettacolo si sono fusi in un unico gesto potente. Calci fulminei, salti acrobatici e sincronismi perfetti nei colori rosso e verde hanno trasformato il taekwondo in pura arte scenica, strappando applausi a scena aperta e dimostrando cosa significhi praticare questa disciplina: unità, rispetto, responsabilità. La serata si è chiusa in grande stile con l'Inno di Mameli eseguito a cappella da Karima, seguito dal drone show: 250 droni hanno disegnato nel cielo sopra lo Stadio Olimpico le tappe di sessant'anni di storia - dal 1960 al 2000 - per concludersi con la scritta "Taekwondo Olympic Sport" e il logo della Federazione Italiana Taekwondo. Uno spettacolo reso possibile dalla visione e dalla forza organizzativa della Federazione Italiana Taekwondo, con la produzione curata da Italia Eventi Group e la direzione creativa affidata a Laccio, già noto al grande pubblico per il suo lavoro a X Factor, e ad Anghela Alò, firma di riferimento nel panorama delle grandi cerimonie italiane.