Banche, Casasco: "No a prelievi forzosi, sì a contributi volontari"

"Noi non mettiamo le mani nelle tasche di nessuno, famiglie e imprese, e men che meno a chi investe e paga già le tasse. Il sistema del credito è fondamentale per lo sviluppo del Paese, la nostra ricetta è quella di favorire la crescita facendo aumentare il denominatore del rapporto deficit-Pil, aiutando gli investimenti che necessitano certamente di un credito equo, ma di trovare le risorse dall'aumento della produzione industriale, dai contributi derivanti dall'incremento dell'occupazione, dalla lotta all'evasione e non certo attraverso prelievi forzati". Maurizio Casasco, responsabile economico di Forza Italia, commenta con Voce Libera - prima newsletter di inside politici e interviste su Substack - la proposta del segretario della Lega e vicepremier Matteo Salvini di chiedere un ulteriore contributo alle banche.

"La strada non è quella del prelievo forzato con le banche e le assicurazioni, bensì di un contributo volontario come ottenuto quest'anno grazie soprattutto al lavoro del vicepremier Tajani. E ricordo che un prelievo forzato si scaricherebbe a valle su cittadini e imprese con un aumento dei tassi sui mutui e sui prestiti da parte del sistema del credito e con un aumento dei costi dei servizi per cittadini e imprese", spiega l'esponente azzurro. 

  

"Ricordo che il grande risultato ottenuto dal governo con la flessibilità europea, per sostenere gli effetti dello shock energetico, comporterà un ulteriore indebitamento e quindi una maggiore spesa pubblica che non sarà finanziata da risorse che arrivano dall'Unione Europea, ma quei soldi dobbiamo andarli a prenderle in prestito dai mercati finanziari e in particolare dalle banche italiane attraverso emissioni di titoli di Stato. Ogni anno per sostenere il nostro debito, che cuba oltre 100 miliardi di euro, dobbiamo emettere quasi 400 miliardi di titoli di Btp e Bot, che sono assorbiti in gran dalle banche nazionali. Se poi ci saranno contributi volontari da parte del sistema creditizio e assicurativo per sostenete istruzione, sanità e welfare saranno apprezzati come in questi ultimi due anni, ma nessuna imposizione", conclude Casasco.