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Tumore del pancreas, dal Gemelli di Roma parte la sfida italiana alla malattia più difficile

Roma diventa il centro di una delle più avanzate sperimentazioni oncologiche italiane sul tumore del pancreas, una delle neoplasie con il più basso tasso di sopravvivenza e tra le più difficili da trattare. Alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS è infatti partito il trial clinico di YntraDose, tecnologia mini-invasiva sviluppata dalla startup italiana BetaGlue Therapeutics grazie anche al sostegno finanziario di Fondazione Enea Tech e Biomedical, che un anno e mezzo fa ha investito nel progetto puntando sulla crescita di una filiera nazionale dell’innovazione biomedicale.

La sperimentazione “romana” rappresenta un passaggio importante non solo sul piano clinico ma anche industriale e strategico. In un settore dominato dai grandi gruppi internazionali, il trial avviato nella Capitale mette insieme un ospedale d’eccellenza, una startup italiana ad alta tecnologia e un soggetto pubblico nato proprio per sostenere ricerca applicata e trasferimento tecnologico. L’obiettivo è trasformare un’intuizione sviluppata in Italia in una possibile nuova arma contro il cancro.

  

YntraDose punta a colpire direttamente il tumore attraverso l’iniezione localizzata di radioattività nella massa pancreatica. La procedura avviene in modo mini-invasivo, sotto guida Tac, utilizzando un gel che si solidifica rapidamente all’interno della lesione trattenendo il radiofarmaco nel tumore e limitando gli effetti sistemici sul resto dell’organismo. La tecnologia utilizza Ittrio-90, radioisotopo già impiegato in altri ambiti oncologici ma finora mai applicato con questa modalità al tumore del pancreas.

La sperimentazione coinvolge un’équipe multidisciplinare del Gemelli composta da oncologi, chirurghi, radiologi interventisti e specialisti di medicina nucleare. Il lavoro integrato dei diversi reparti rappresenta uno degli elementi centrali del progetto, che punta a offrire nuove opzioni terapeutiche soprattutto ai pazienti che oggi non possono essere operati subito. “Il Policlinico Gemelli è da sempre in prima linea nella ricerca scientifica e ha sostenuto fin dall’inizio questo progetto, anche perché coinvolge un’azienda italiana - ha precisato il direttore scientifico Antonio Gasbarrini - . Il nostro obiettivo è offrire nuove soluzioni ai pazienti colpiti da tumori molto aggressivi: il carcinoma pancreatico viene spesso diagnosticato in fase avanzata ed è ancora oggi difficile da trattare, per questo l’innovazione è essenziale”. 

Per Roma si tratta di un segnale importante sul fronte della ricerca sanitaria avanzata. Il Gemelli consolida infatti il proprio ruolo come hub nazionale per l’innovazione clinica, attirando sperimentazioni ad alto contenuto tecnologico e rafforzando il legame tra ricerca pubblica e imprese biotech italiane. Il trial nasce inoltre in un momento in cui il settore biomedicale viene considerato sempre più strategico per la competitività del Paese, non solo in termini sanitari ma anche industriali.

Fondazione Enea Tech e Biomedical ha avuto un ruolo chiave nel percorso che ha portato YntraDose alla fase clinica, investendo sulla startup con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo di tecnologie italiane ad alto impatto medico. Un modello che punta a trattenere competenze, brevetti e ricerca nel Paese, favorendo la nascita di nuove eccellenze nel campo delle scienze della vita.