riconoscimenti

Intelligence, premiati a Palazzo Dante i vincitori delle tesi sulla sicurezza nazionale

Sette giovani laureati, sette ricerche, un unico filo conduttore: mettere il sapere universitario al servizio della sicurezza nazionale, con idee, competenze e strumenti capaci di leggere le trasformazioni del nostro tempo. Si è svolta oggi a Palazzo Dante la cerimonia di premiazione della VII edizione del Premio “Una tesi per la sicurezza nazionale”, iniziativa promossa dal Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) con l’obiettivo di avvicinare i giovani al mondo dell’Intelligence e di promuovere lo studio delle tematiche strategiche per la tutela degli interessi nazionali. Inaugurato nel 2014, il Premio si è confermato nel tempo una delle principali iniziative dell’Intelligence italiana per la promozione della cultura della sicurezza. 

I vincitori sono stati premiati dal Direttore Generale del DIS Vittorio Rizzi, dal Direttore dell’AISE Giovanni Caravelli e dal Direttore dell’AISI Bruno Valensise.

  

“Viviamo in un tempo nel quale il potere si misura anche nella capacità di prevedere, interpretare e comprendere. Ed è proprio qui che entra in gioco il valore dell’intelligence: un’intelligence democratica, al servizio della Repubblica, che opera dentro la società e dialoga con il mondo accademico, con la ricerca, con le nuove generazioni. Per questo motivo il Premio “Una tesi per la sicurezza nazionale” è molto più di un concorso, perché rappresenta un ponte: un ponte tra istituzioni e università, tra giovani talenti e interesse nazionale”, ha dichiarato il Prefetto Rizzi.

Per questa edizione sono pervenute 98 candidature valide, provenienti da 35 atenei italiani. La Commissione ha assegnato 7 premi, del valore di 3.000 euro ciascuno, alle migliori tesi di laurea magistrale dedicate a temi di interesse intelligence e sicurezza nazionale. I lavori premiati restituiscono l’ampiezza delle sfide che oggi attraversano la sicurezza del Paese: dalla vulnerabilità dei modelli di intelligenza artificiale alla competizione per i minerali critici; dalla sicurezza energetica e ambientale alla guerra anti-satellitare; dal contrasto alla disinformazione coordinata alle nuove architetture per le intercettazioni legali nel 5G; fino alla proliferazione nucleare e alla tenuta degli equilibri strategici internazionali.

Sono risultati vincitori:

Mattia Alfano, Università degli Studi di Milano, con una tesi sulla nuova corsa al litio, tra transizione energetica, conflitti ambientali e competizione geopolitica.

Matteo Gioele Collu, Università degli Studi di Padova, con uno studio sulle vulnerabilità dei Large Language Models e sulle possibili strategie di difesa contro usi malevoli dell’intelligenza artificiale generativa.

Marco Inzerillo, LUISS Guido Carli di Roma, con un lavoro sui nuovi equilibri economici e geopolitici connessi alle energie rinnovabili e alle catene di approvvigionamento dei minerali critici.

Luca Mazzini, Università degli Studi di Firenze, con una ricerca sulle dinamiche della guerra anti-satellitare e sui fattori che influenzano la stabilità dello spazio extra-atmosferico.

Elisa Muratore, Università di Trento, con una tesi dedicata allo sviluppo di modelli avanzati per individuare campagne coordinate di disinformazione.

Marco Olivieri, Politecnico di Bari, con uno studio su un’architettura innovativa per l’intercettazione legale nei futuri sistemi di comunicazione mobile.

Camilla Tuan, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, con una ricerca sulle opzioni nucleari degli alleati minori, a partire dal caso della Corea del Sud.