Simone Di Matteo, l'inaugurazione della mostra "Relitti - Ciò che resta degli dèi"

Maria Monsè

Dalla scrittura alla televisione, passando per l’editoria, Simone Di Matteo è senza ombra di dubbio uno di quei pochi volti noti del panorama culturale nostrano che hanno saputo indossare ben più di una veste nel corso della loro carriera. E lo scorso 14 maggio, in occasione dell’inaugurazione della sua prima esposizione, lo scrittore, editore e giornalista ce ne ha fornito l’ennesima dimostrazione aprendo un capitolo inedito del suo percorso professionale con “Relitti - Ciò che resta degli dèi”, in programma fino al prossimo 21 maggio al Churchill Caffè Events di Milano. 

Reduce, tra le altre cose, dalla sua partecipazione al film di Carlo Fenizi La Sobrietà, pellicola disponibile su Prime Video che lo ha visto affiancare grandi nomi dello showbiz come Amanda Lear e Carmen Russo, Di Matteo ha inaugurato la sua mostra il 14 maggio, entrando così ufficialmente nel mondo delle arti visive con un’iniziativa che mira a rompere gli schemi tradizionali. Le opere esposte, definite “artesculture”, nascono infatti da materiali recuperati lungo il mare: conchiglie, pietre, frammenti metallici e residui consumati dal tempo che diventano volti, figure e presenze evocative. Al centro della prima serie, “Ciò che resta degli dèi”, il mito classico viene svuotato della sua perfezione e restituito in una forma fragile, vulnerabile. Non si tratta, dunque, di un semplice omaggio celebrativo agli dèi greci e latini, ma di una riflessione sul decadimento, sul tempo e su ciò che sopravvive alle narrazioni umane. Ed è proprio in questa dimensione sospesa tra sacralità e rovina che prende forma il suo linguaggio artistico, distante dalle correnti contemporanee più riconoscibili.

  

Un messaggio che ha attirato la curiosità di molti e riscontrato il parere positivo di altrettante persone. Fra i presenti all’evento inaugurale, infatti, amici, colleghi, critici ed esperti del settore come Luca Burini, direttore di Novella2000; l'artista Fabrizio Pella, che ha omaggiato Di Matteo con un quadro ritraente la copertina della sua ultima opera letteraria Gli occhi e la rosa; l'esperto di comunicazione e speaker Filippo Marcianò; il direttore di The Way Magazine Christian D'Antonio; il cantante DoDo Lauriola; l'artista Rossana Citelli; il professor Stefano Pizzi; la giornalista Ilaria Burzi; lo stilista Saro Taranto; il giornalista Fabrizio Barbuto e il calciatore francese, attaccante dell'Inter, Ange-Yoan Bonny; l'imprenditrice Patrizia Alberio; le giornaliste Monica Landro e Francesca Lovatelli Caetani, che hanno sottolineato la versatilità di un artista capace di stupire il pubblico grazie alla passione e all’amore che pone in ogni progetto; l'attore, modello, agronomo e nuovo testimonial di "Rispetto per tutti gli animali" Andrea Candeo; il papirologo ed esperto di storia antica Aristide Malnati, che ha accostato le artesculture all’Art Brut degli anni ’30 e ne ha esaltato la bellezza; il fotografo di fama internazionale Antonio Guccione, che ha definito le opere “veri e propri gioielli innovativi”; la conduttrice radiofonica e inviata di Striscia La Notizia Rajae Bezzaz; la cantante Wanda Fisher; il PR Valentino Odorico; la cantautrice Laura Bono; l'opinionista Biagio D'Anelli e, infine, il pallavolista Claudio Galli in rappresentanza dell'associazione Sport&Smile.

Con “Relitti”, insomma, Di Matteo prova così ad aprire uno spazio espressivo nuovo, in cui immagine, materia e suggestione prendono il posto del racconto tradizionale, nella speranza di poter suscitare nel lettore quella che è forse la domanda più esistenzialista di tutte: cosa rimane davvero dopo il nostro passaggio?