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Banca Generali al fianco delle PMI romane, tra pianificazione patrimoniale e mercati dei capitali
Il private banking si sta affermando sempre di più come un partner cruciale per la crescita e lo sviluppo di quelle imprese italiane, che ormai da anni si dimostrano più forti delle numerose incertezze macroeconomiche e geopolitiche globale, grazie alla loro forza, adattabilità e capacità d’innovazione. La sfida è ora trasformare questi successi in ulteriore sviluppo, attraverso un’attenta pianificazione del futuro. In questo scenario, Banca Generali ha messo al centro le imprese romane in un evento per illustrare come l’industria del private banking svolga sempre di più il ruolo di pivot nel rapporto tra gli imprenditori e i migliori partner del mondo della finanza e delle professioni, per percorrere questa strada di crescita.
L’incontro “Banca Generali al fianco delle PMI: dalla consulenza patrimoniale alla finanza straordinaria” si è svolto a Roma, organizzato dalla rete FPA di Banca Generali (guidata dal Sales Manager Filippo Di Leone Santullo), in particolare attraverso l’impegno dei private banker Giovanni Leonardi e Paolo De Curtis. Di fronte a una platea di diverse decine di imprenditori e professionisti, Leandro Bovo, Head of Wealth and International Advisory di Banca Generali e Matteo Sacco, Director Equity Capital Market di Intermonte hanno affrontato i grandi temi con cui le PMI devono fare i conti: dal passaggio generazionale alla crescita, passando per la ricerca di competitività, in particolare nel settore dei servizi.
Uno scenario in cui l’attività di M&A e l’apertura al mercato dei capitali possono giocare un ruolo cruciale. Lo dimostrano i numeri: il 2025 si è chiuso con circa 1.400 deal conclusi, sostenuto dal crescente interesse degli investitori finanziari con oltre 500 operazioni concluse, in crescita del+30% rispetto al 2024. Il private banking si sta affermando sempre di più come partner chiave per gli imprenditori, per mediare il rapporto con il mondo della finanza e accedere ai migliori partner in grado di fornire alle aziende risposte alle più pressanti sfide d’impresa. Tra i temi all’ordine del giorno per le PMI anche il continuo perfezionamento della governance. Secondo i dati dell’ultima edizione dell’Osservatorio Imprese 2025 del Corporate Governance Lab di SDA Bocconi (realizzato con il supporto di Banca Generali e con PwC), una governance più strutturata si associa a performance migliori. In dettaglio, ogni punto aggiuntivo nell’indice che fotografa la qualità della governance (CG Index) si associa un incremento medio di 0,29 punti percentuali nel Return on Assets medio.
“I private banker ricoprono sempre più un ruolo strategico per chi fa impresa, grazie al rapporto fiduciario e alla loro prospettiva priva di conflitti d’interesse, pienamente allineata agli obiettivi dell’imprenditore. Dalle operazioni straordinarie, allo sbarco sui mercati, passando per operazioni di riassetto di governance, anche in chiave successoria, il banker può affiancare la famiglia imprenditoriale nella ricerca delle soluzioni che meglio rispondono ai suoi interessi patrimoniali. Ed è un ruolo che sentiamo come una missione, perché crediamo che la protezione del patrimonio degli imprenditori non possa prescindere dalla tutela e dalla crescita dell’azienda”, spiega Leandro Bovo, Head of Wealth & International Advisory di Banca Generali.
Banca Generali ha fatto della vicinanza alle aziende, agli imprenditori e ai professionisti ha fatto negli anni uno dei punti di forza del proprio modello d’offerta, grazie all’ampia gamma di servizi nel “wealth management” e nel corporate advisory, culminata nel 2025 con l’acquisizione delle competenze di investment banking di Intermonte, da oltre trent’anni al fianco delle PMI italiane nel dialogo con i mercati dei capitali.
“Molte imprese si trovano infatti ad affrontare passaggi chiave, come il ricambio generazionale e la necessità di evolvere il proprio posizionamento competitivo. In questo quadro, la governance diventa una leva strategica: definire strutture decisionali solide è fondamentale per assicurare continuità e valorizzare nel tempo il patrimonio imprenditoriale, mentre l’M&A si sta così affermando sempre più come uno strumento strutturale di crescita, da integrare nei piani industriali per supportare lo sviluppo e consolidare la competitività nel lungo periodo”, ha spiegato Matteo Sacco, Director Equity Capital Market di Intermonte.