Transizione 5.0, Bandecchi (Dimensione): “Basta incertezze, servono regole stabili per non fermare le imprese”
Stefano Bandecchi, leader di Dimensione, interviene sul decreto fiscale e sul ridimensionamento degli incentivi legati alla Transizione 5.0. “L’urgenza del caro energia e la necessità di rispettare i parametri di bilancio hanno messo in difficoltà Governo e imprese. Se è vero che lo shock energetico causato dalle guerre ha un costo rilevante per i conti pubblici, è altrettanto vero che non si può generare un caos finanziario che colpisce di migliaia di imprese, con oltre 2 miliardi di investimenti in bilico”.
“Serve linearità su finanziamenti e regole: l’instabilità – prosegue Bandecchi – produce effetti a catena lungo tutta la filiera produttiva e sull’intero sistema Paese. Gli imprenditori, spina dorsale dell’economia italiana, continuano a programmare e investire nonostante crisi e difficoltà, ma hanno bisogno di certezze”.
“Quello che sta accadendo sulla Transizione 5.0 riflette un problema più ampio. A partire dall’energia: siamo ancora in attesa di scelte chiare sul nucleare, mentre il quadro normativo sulle rinnovabili cambia continuamente, generando confusione, rallentamenti autorizzativi e diffidenza tra gli investitori”.
“Se fossi al Governo – aggiunge – introdurrei una programmazione triennale degli incentivi, con almeno 4 miliardi annui certi e non rimodulabili. Serve inoltre un testo unico su energia e transizione digitale, che dia stabilità alle regole. Accanto a questo, è necessario rafforzare il credito alle microimprese con un fondo pluriennale da 1 miliardo l’anno, finanziato anche attraverso una reale riduzione della burocrazia e la digitalizzazione completa della Pubblica amministrazione”.
“È positivo il confronto avviato tra Governo e imprese – conclude Bandecchi – ma senza una visione solida e una programmazione coraggiosa, il rischio è continuare con interventi frammentati e poco efficaci. Dare certezze alle aziende è la condizione necessaria per far tornare a crescere l’Italia”.