Protesi acustiche, 150 interventi al Sant'Andrea

Più di 150 interventi eseguiti nell’ultimo decennio per l’impianto di protesi acustiche: il centro dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma che se ne occupa afferisce alla UOC di Otorinolaringoiatria ed è l’unica struttura del Lazio ad impiantare tutte le protesi attualmente disponibili per la cura della sordità. La sordità può essere parziale (ipoacusia) o totale (anacusia/cofosi). Diverse sono le cause: nella maggioranza dei casi c’è l'invecchiamento, ma la sordità a prescindere dall’età può essere provocata dall'esposizione a rumori forti, infezioni, traumi, fattori genetici, malformazioni o patologie degenerative come l’otosclerosi o metaboliche come la malattia di Meniere. La prevenzione risulta fondamentale e si attua sia mantenendo uno stile di vita sano, sia attraverso controlli regolari dell’udito, consigliati dopo i 30 anni di età o in caso di sintomi come acufeni, vertigini e sensazione di orecchio chiuso. I pazienti attualmente in cura nel nostro ospedale hanno un range di età compreso tra 18 e 99 anni.

“Da diversi anni esistono nuove tecniche che prevedono l’utilizzo di protesi impiantabili e semi-impiantabili che vengono applicate chirurgicamente e consentono un ottimo recupero uditivo di fronte a casi importanti di sordità. Parliamo, infatti, di pazienti con sordità di vario grado e di varia tipologia (trasmissiva, mista, neurosensoriale) derivante da varie condizioni patologiche a carico dell’orecchio esterno, medio o della coclea. In caso di ipoacusie trasmissive o miste, determinate da pregresse otiti, malformazioni del padiglione, del condotto uditivo o della catena ossiculare o da malattie degenerative come l’otosclerosi può essere applicato un impianto con stimolazione ossea che consente di amplificare i suoni bypassando le porzioni danneggiate dell’orecchio. Esistono inoltre ulteriori dispositivi impiantabili con meccanismo attivo direttamente nell’orecchio medio che consentono di riabilitare l’udito anche in quei pazienti che non possono usufruire delle protesi acustiche convenzionali o che hanno precedentemente subito interventi chirurgici demolitivi sull’orecchio. Queste protesi forniscono inoltre vantaggi di carattere estetico, in quanto lasciano libero il padiglione auricolare e il condotto uditivo e possono essere nascoste dai capelli. Nel nostro centro inoltre è possibile effettuare una vera e propria simulazione attraverso uno specifico esame effettuato con l’applicazione della protesi su di una softband, una sorta di simulatore che serve a individuare la protesi più giusta e confortevole. In questo modo il paziente può toccare con mano i benefici che otterrebbe sottoponendosi all’intervento chirurgico. Nelle forme più gravi di sordità e nei casi in cui le protesi uditive convenzionali sono inefficaci e comunque poco confortevoli è possibile ricorrere all’applicazione dell’Impianto Cocleare, un vero e proprio “orecchio bionico” che stimola direttamente il nervo dell’udito. L’Impianto cocleare permette di recuperare un udito praticamente normale anche in quei pazienti in cui ormai l’orecchio è considerato “perso”, spiega il Prof. Edoardo Covelli, Direttore della UOD di Otorinolaringoiatria dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma.

  

“Nel nostro centro, prima di arrivare all’intervento, garantiamo un percorso ben definito che va dalla visita specialistica con l'otorino e l’audiologo, al fine di valutare il danno e pianificare il trattamento migliore, all'audiometria, che serve per misurare la capacità uditiva in base alle diverse frequenze e intensità del suono. Siamo in grado di offrire anche uno specifico planning radiologico in collaborazione con la U.O.C. di Neuroradiologia del Sant’Andrea, che comprende TC e risonanza magnetica. Questi esami ci permettono di avere informazioni essenziali per valutare l'entità del danno, pianificare il trattamento più appropriato e gestire eventuali complicanze associate al problema uditivo”, conclude il Prof. Covelli.

Ampio spazio viene dedicato anche alla malattia di Menière, un disturbo dell'orecchio interno caratterizzato da attacchi ricorrenti di vertigini, acufeni (ronzii), perdita dell'udito fluttuante e sensazione di pienezza nell'orecchio. Al Sant’Andrea è possibile effettuare esami di diagnostica avanzata come l'elettrococleografia e i potenziali evocati, che studiano la conduzione dei nervi periferici con lievi impulsi elettrici o la dinamica dei fluidi cocleari, consentendo di diagnosticare eventuali neuropatie, patologie cocleari e labirintiche.