Italgrob a Rimini: oltre 100 miliardi di fatturato e 382.000 punti di consumo per il mercato Ho.Re.Ca.
Alla Fiera di Rimini, nel contesto dell’International Horeca Meeting, si è tenuto l’evento “Mercato dei consumi fuori casa fra carovita e inflazione. Tendenze e best practice per andare oltre la crisi”, organizzato da Italgrob, la Federazione Italiana dei Distributori Ho.Re.Ca. L’incontro ha offerto un momento di confronto e riflessione sulle prospettive e sul ruolo strategico del settore Ho.Re.Ca.. Un’occasione aperta a operatori, istituzioni e rappresentanti politici per analizzare le sfide che il mercato dei consumi fuori casa sta affrontando in un contesto economico dinamico, segnato da inflazione e aumento dei costi.
Mercato Ho.Re.Ca., valore sociale ed economico
Secondo il Centro studi Italgrob su dati dell’Istituto di ricerca Circana, il mercato Ho.Re.Ca. si attesta su oltre 100 miliardi di fatturato e 382.000 punti di consumo fra ristoranti bar, pizzerie, Hotel. Un valore non solo economico, ma anche sociale considerando che dà occupazione ad almeno un milione e mezzo di persone, di cui il 55% donne. Rilevante, inoltre, anche l’aspetto culturale: la cucina italiana, il rito dell’aperitivo, il famoso Italian lifestyle.
Criticità e nuovi consumatori
Il traffico nei locali nel 2025 rispetto al 2024 registra un segno negativo (-0,8%), mentre la crescita a valore è unicamente dovuta agli aumenti medi del 3% registrati nel canale: praticamente il doppio del dato inflattivo Istat per il 2025 (1,5% la media nazionale). Uno dei punti di criticità è relativo al calo della frequentazione nei locali. Si tratta di un trend negativo che si allinea a quello europeo. Secondo una recente indagine di Circana, nei mercati Ho.Re.Ca. di Italia, Francia, Germania, Spagna, UK la spesa cresce a 309 miliardi di euro, ma le visite crollano del 10% rispetto al pre-pandemia. Il comportamento dei consumatori è guidato da un chiaro trading down: riduzione dei prodotti acquistati (-0,7%), spostamento verso segmenti più economici (-1,1%) e attenzione ossessiva al rapporto qualità-prezzo. Non mancano, però, risultati positivi: il boom del delivery, prodotti portabili come sushi e pizza fino a +12%. Emergono nuove abitudini, con il dining in forte crescita (dal 9,4% al 15,6% in nove anni). Bene la ristorazione commerciale in catena grazie a un’offerta qualità-prezzo più centrata, con format che coinvolgono nuovi consumatori (GenZ).
Il beverage e le prospettive future
Un mondo in evoluzione, dove non mancano tuttavia delle contraddizioni. Ad esempio a proposito del beverage: nell’ultimo anno si registra un +5% per l’acqua del rubinetto, mentre per le bevande alcoliche si ha un -7%. Dall’altro lato, emerge una decisa accelerazione dei prodotti low e no alcol, con +13% negli ultimi 12 mesi, un dato certamente positivo, ma parliamo ancora di una nicchia di mercato che non compensa il drastico calo delle bevande alcoliche a più alto valore aggiunto.
Circana prevede una ripresa moderata, con la spesa +3%, visite +0,9%, con retail food service (+1,4%) e quick service (+1%) a trainare la crescita. Dati che non sono solo indicatori economici, ma che rappresentano un termometro delle abitudini di acquisto dei consumatori italiani. Oggi l’Ho.Re.Ca. è molto più di un settore produttivo, rappresenta un luogo di relazione, abitudine culturale, piattaforma per l’occupazione giovanile, veicolo per il Made in Italy agroalimentare. Il mercato dei consumi fuori casa resta un asse portale e vitale dell’economia italiana.
L’On. Mirco Carloni, Presidente della Commissione Agricoltura della Camera, ha affermato: “Negli ultimi anni il fatturato dei consumi fuori casa è in crescita, così come la reputazione dell’intero settore agroalimentare italiano, dalla produzione alla distribuzione fino alla somministrazione. Questa è una delle grandi tendenze del nostro tempo e su di essa dobbiamo imprimere la massima spinta possibile. Il cibo è il primo vero prodotto italiano e il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio UNESCO ne ha rafforzato la visibilità, valorizzando un settore strettamente legato all’agricoltura. Ma l’agroalimentare non è solo un fatto economico: ha anche un forte valore sociale. Le dinamiche al ribasso dei consumi rischiano di creare una filiera che penalizza chi ci lavora. Al contrario, dobbiamo puntare a una filiera in crescita, capace di generare occupazione, professionalità, valore e ricchezza”.
Per il Sen. Giorgio Salvitti, Delegato dal Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida: “I numeri ci stanno dando ragione: le azioni messe in campo dal Governo stanno producendo risultati importanti, in particolare sul potere d’acquisto delle famiglie. Questo si riflette positivamente sui consumi e sulla qualità della vita, con ricadute dirette anche sul settore agroalimentare. L’aumento dei prezzi, dovuto in larga parte ai costi energetici, resta un tema centrale e richiede interventi ancora più incisivi. Tuttavia, le misure fiscali e regolatorie adottate stanno consentendo di contrastare il carovita e l’inflazione, recuperando terreno rispetto agli anni precedenti e generando effetti concreti sull’economia reale”.
Per Antonio Portaccio, Presidente di Italgrob: "Il settore Ho.Re.Ca. costituisce una componente strategica dell’economia reale italiana, genera occupazione e offre servizi essenziali. Il suo è un ruolo fondamentale di presidio territoriale e di coesione sociale, con il fuori casa che si conferma una risorsa strategica da valorizzare per l’economia, il lavoro e la qualità della vita del Paese. Oggi il mercato attraversa una fase di stallo strutturale: la frequentazione dei locali è in calo, mentre il giro d’affari complessivo risulta in crescita. Il denominatore comune è noto: crisi, inflazione, aumento del costo della vita. Come settore siamo pronti a confrontarci su politiche fiscali e regolatorie che sostengano le piccole e medie imprese, incentivino investimenti in sostenibilità e digitalizzazione, riducano il carico burocratico. Al contempo, non è più rinviabile la creazione, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di un albo speciale per i distributori Ho.Re.Ca., con il riconoscimento formale del ruolo svolto all’interno della filiera. Se sapremo valorizzare una risorsa strategica come il fuori casa non avremo semplicemente sostenuto un settore ma rafforzato il Paese”.
Secondo il Direttore Generale di Italgrob, Dino Di Marino: “Per il mercato dei consumi fuori casa esiste un potenziale ancora inespresso e questo, al di là della contingenza attuale, deve rappresentare per noi un motivo di fiducia. I fondamentali del settore in cui operiamo sono solidi: il fuori casa continua a essere un pilastro nella vita degli italiani. Solo attraverso una piena consapevolezza del proprio valore e della propria forza è possibile affrontare e vincere le sfide che ci attendono. Per i distributori Ho.Re.Ca. tali sfide passano anche attraverso una formazione adeguata e ciò sarà possibile con il lancio della nuova edizione dell’Executive programme Horeca Business in collaborazione con l’Università Luiss Business School. Abbiamo il dovere di guardare oltre con convinzione e determinazione, nella prospettiva di aprire nuovi orizzonti e sviluppare nuove tipologie di attività, così da migliorare le performance e contribuire alla rivitalizzazione del mercato. Il tutto al servizio delle aziende produttrici, dei punti di consumo e dell’intero ecosistema di riferimento, nel quale il ruolo dei distributori è sempre stato determinante per il successo delle stesse imprese di produzione”.
Per Matteo Zoppas, Presidente ICE – Agenzia Internazionale Commercio Estero: “Il canale Horeca è fondamentale per costruire la brand awareness delle nostre imprese. Dalle prime stime, in attesa di conferme, nel 2025 l’export italiano chiuderà l’anno con una crescita del circa 3,3%. L’agroalimentare potrà raggiungere i 73 miliardi rispetto ai 69,5 dell’anno precedente, nonostante molte criticità tra cui dazi e volatilità del cambio euro-dollaro. Gli effetti sui prezzi finali causati dai dazi saranno più evidenti nei primi mesi dell’anno, quando si esprimeranno le negoziazioni e con il rinnovo dei contratti. Gli Stati Uniti restano un mercato strategico, con poco meno di 8 miliardi per l’agroalimentare, ma non sono l’unica destinazione. È fondamentale proteggere i contratti acquisiti negli Usa e diversificare nel resto dei mercati globali. Il Governo sta spingendo molto sulla crescita dell’export anche attraverso il sistema paese con importanti risorse, dobbiamo trasformare queste risorse in azioni concrete, potenziando fiere, collettive estere, uffici nel mondo e attività di business matching, a beneficio soprattutto delle piccole e medie imprese. La cucina italiana patrimonio dell’Unesco è uno strumento incredibile per la promozione dei prodotti italiani all’estero”.
Corrado Peraboni, Amministratore Delegato di Italian Exhibition Group, ha sottolineato: “Da questa edizione di Beer&Food Attraction emerge con chiarezza la direzione del settore: sempre più orientato all’internazionalizzazione, all’innovazione e alla qualità delle relazioni di filiera. Una traiettoria che trova piena coerenza nell’impegno strategico di Italian Exhibition Group nel rafforzare il posizionamento internazionale delle proprie manifestazioni. I numeri e la partecipazione di questa edizione confermano la centralità dell’appuntamento come piattaforma di business per l’Horeca e la distribuzione specializzata, anche grazie alla partnership con ICE-Agenzia che rafforza la presenza di buyer esteri e le opportunità per le imprese italiane sui mercati internazionali”.
Per Marco Colombo, EMEA Analytics SVP Circana: “Nell’ultimo anno le dinamiche di mercato Ho.Re.Ca. hanno accentuato il carattere di imprevedibilità, con oscillazioni delle vendite molto più ampie che in passato, in particolare registrando forti andamenti negativi nei mesi di alta stagionalità (-5,5% estate 2025 su 2024), difficili da compensare nel resto dell’anno. La capacità di previsione della domanda e l’adattabilità al nuovo contesto diventano fattori critici di successo. Non sono da sottovalutare i segnali di positività di alcune categorie – come Energy drink, Bevande gassate per mixology, Aperitivi alcolici – e le tendenze salutistico-funzionali dei segmenti Low/No Alcohol in Birra, Spirits e Vino, che continuano a espandersi: un fenomeno trainato soprattutto dai consumatori 18–34 anni, più aperti a opzioni meno alcoliche e attente al benessere. Le aspettative per il 2026 sono di una crescita marginale a volumi e consolidamento di fatturati con inflazione sotto il punto percentuale nel canale”.
Tra gli altri, hanno preso parte all’evento: Sen. Claudio Durigon, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Carlo Alberto Carnevale Maffe, Professore di Strategia SDA Bocconi; Massimo Barbieri, Partner Senior Retail Factor Italy; Enrico Zoppas, Presidente Mineracqua; Federico Sannella, Presidente Assobirra; Carlo Alberto Buttarelli, Presidente Federdistribuzione.