Cultura
Intermezzi d’arte contemporanea. L’Università Guglielmo Marconi lancia una nuova rubrica digitale
L’Università degli Studi Guglielmo Marconi, primo ateneo digitale italiano, presenta Intermezzi d’arte contemporanea, una nuova rubrica di divulgazione culturale pensata per i canali digitali e i social media. L’iniziativa si inserisce in una più ampia riflessione sul ruolo della didattica universitaria nell’era digitale e sulla necessità di rinnovare strumenti e linguaggi della comunicazione culturale.
«L’Italia è universalmente riconosciuta per l’eccezionale valore del suo patrimonio artistico e culturale», afferma il Presidente dell’Università degli Studi Guglielmo Marconi, Alessio Acomanni. «Proprio per questo è fondamentale promuovere una conoscenza sempre più ampia e consapevole della storia dell’arte, in particolare tra le giovani generazioni, ripensando le modalità attraverso cui viene trasmessa».
In un contesto in cui l’informazione è sempre più rapida, visiva ed essenziale, anche la storia dell’arte può e deve trovare nuove forme di racconto. «Le università sono oggi chiamate a valorizzare le opportunità offerte dal digitale», prosegue il Presidente Acomanni, «per rendere l’apprendimento più accessibile, chiaro e coerente con le modalità di fruizione contemporanee».
La rubrica si articola in una serie di venti brevi video, ciascuno dedicato a un’opera d’arte contemporanea o del passato recente. A guidare lo spettatore è il critico d’arte Roberto Nicolucci, che propone letture rigorose e al tempo stesso immediate, capaci di stimolare curiosità e riflessione in un formato di circa sessanta secondi.
Dal celebre L.O.V.E. di Maurizio Cattelan — il monumentale dito medio in marmo di Carrara collocato davanti alla Borsa di Milano — fino a esempi di comunicazione visiva contemporanea come la recente campagna pubblicitaria della Citroën elettrica, ogni episodio diventa un invito a osservare le immagini con attenzione critica, senza rinunciare alla sintesi imposta dai nuovi media.
Secondo il Presidente Acomanni, «l’offerta formativa, a tutti i livelli, deve saper rispondere alle esigenze di una platea sempre più connessa, capace di interagire in tempo reale con i contenuti e con il docente». In questo senso, Intermezzi d’arte contemporanea interpreta il significato più autentico del termine seminario: uno spazio di scambio e di circolazione dei saperi, dinamico e reciprocamente arricchente.
«Lo scenario è profondamente cambiato», conclude il Presidente, «e il nostro Ateneo ha scelto di farsi trovare pronto, investendo con convinzione in modelli didattici innovativi, orientati al futuro e alle nuove generazioni».