sfida complessa

Rigenerazione cartilaginea del ginocchio: risultati a cinque anni della tecnica LIPO-AMIC e il contributo della collaborazione clinico-scientifica tra ArtemisiaLab, nella persona della dottoressa Silvana Campisi, e il dottore Fabio Sciarretta

La gestione dei difetti cartilaginei del ginocchio rappresenta una delle sfide più complesse dell’ortopedia moderna, soprattutto nei pazienti giovani e attivi, per i quali l’obiettivo non è soltanto il controllo del dolore ma il recupero funzionale duraturo e la prevenzione della degenerazione artrosica. In questo contesto si inserisce lo studio pubblicato nel 2023 su International Orthopaedics, che analizza i risultati clinici e radiologici a medio termine di una procedura innovativa di riparazione cartilaginea: la tecnica LIPO-AMIC.

La LIPO-AMIC nasce come evoluzione della matrix-induced autologous chondrogenesis (AMIC), alla quale viene associato, in un unico tempo chirurgico, l’utilizzo di innesto di tessuto adiposo autologo e di cellule mesenchimali derivate dal tessuto adiposo. Il razionale alla base di questo approccio è quello di potenziare il processo rigenerativo sfruttando una fonte cellulare facilmente accessibile, biologicamente attiva e dotata di un’elevata capacità condrogenica.

  

Lo studio ha coinvolto diciotto pazienti con difetti cartilaginei del ginocchio di grado III–IV secondo la classificazione ICRS, valutati prospetticamente fino a cinque anni dall’intervento. L’analisi è stata condotta attraverso strumenti clinico-funzionali validati, come gli score IKDC soggettivo e Lysholm, affiancati a una valutazione morfologica mediante risonanza magnetica, con scoring MOCART.

I risultati clinici evidenziano un miglioramento significativo e progressivo già a partire dai primi sei mesi post-operatori. Il punteggio IKDC soggettivo mostra un incremento marcato entro i due anni, con valori che rimangono sostanzialmente stabili fino al follow-up a cinque anni, indicando un recupero funzionale duraturo. Un andamento analogo si osserva per lo score di Lysholm, che raggiunge valori compatibili con un’elevata funzionalità articolare e mantiene tali risultati nel tempo. Questo dato appare particolarmente rilevante se confrontato con quanto riportato in letteratura per la tecnica AMIC standard, nella quale il beneficio clinico tende talvolta ad attenuarsi nel medio periodo.

Dal punto di vista radiologico, la risonanza magnetica documenta una precoce ricrescita della lamina subcondrale e una progressiva maturazione del tessuto di riparazione, con un riempimento sempre più completo del difetto cartilagineo. Il punteggio MOCART medio aumenta in modo significativo tra il controllo a due anni e quello a cinque anni, a testimonianza non solo della persistenza del tessuto rigenerato, ma anche di una sua evoluzione qualitativa nel tempo. In oltre il 75% dei casi il difetto risulta completamente colmato fino al livello della cartilagine sana circostante, un dato che rafforza l’ipotesi di una rigenerazione strutturalmente adeguata.

Un elemento di particolare interesse emerso nel contesto di questo percorso clinico e scientifico è la collaborazione tra ArtemisiaLab, nella persona della dottoressa Silvana Campisi, e il dottor Fabio Ortolani. Questa sinergia ha contribuito all’integrazione tra competenze cliniche, biologiche e di medicina rigenerativa, rafforzando l’approccio multidisciplinare alla riparazione cartilaginea. Il dialogo tra ricerca di laboratorio e pratica clinica rappresenta infatti uno degli aspetti chiave per il consolidamento e lo sviluppo di tecniche avanzate come la LIPO-AMIC, soprattutto in un ambito, come quello della rigenerazione cartilaginea, in cui la qualità del materiale biologico e la corretta selezione dei pazienti risultano determinanti.

Nel complesso, lo studio dimostra che la tecnica LIPO-AMIC è non solo fattibile, ma in grado di garantire un miglioramento clinico, funzionale e del dolore significativo, precoce e stabile nel medio termine. Pur con i limiti legati alla dimensione del campione, i risultati suggeriscono un potenziale vantaggio rispetto all’AMIC tradizionale e aprono prospettive concrete per un trattamento sempre più mirato ed efficace dei difetti cartilaginei del ginocchio, valorizzando al contempo il ruolo delle collaborazioni scientifiche tra strutture cliniche e realtà di ricerca avanzata.