Lady D, la morte tra misteri e complottismi
Un evento che difficilmente sarà dimenticato. Era la notte tra il 30 e il 31 agosto 1997 quando, a Parigi, il ponte dell’Alma si trasformò nel luogo della tragedia. La Mercedes con a bordo la principessa Lady Diana Spencer e il suo nuovo compagno Dodi Al-Fayed si schiantò a folle velocità contro il tredicesimo pilone di cemento del tunnel. L’autista correva per sfuggire all’assalto dei paparazzi, decisi a strappare la foto giusta per i rotocalchi di gossip.
All’arrivo dei soccorritori, Lady D era ancora cosciente: aveva riportato traumi multipli e fratture. Fu disposto l’immediato trasferimento in ospedale, ma nonostante l’intervento chirurgico la principessa morì a causa della rottura di una vena polmonare.
Il programma Psiche Criminale, in onda sul canale 122 Fatti di Nera, ha ripercorso la vicenda, a distanza di 28 anni dalla tragedia, tra ombre e interrogativi che non sono mai del tutto svaniti. A partire dalla misteriosa Fiat Uno bianca ripresa all’ingresso del tunnel e mai identificata. I sospetti su un vero e proprio attentato non sono stati mai del tutto cancellati, anche perché, qualche settimana prima della sua morte, Diana aveva manifestato timori per la sua sicurezza e la possibilità di rimanere vittima di un incidente orchestrato.
“A luglio fu ucciso il suo amico Gianni Versace, poi ad agosto morì Lady Diana – ha ricordato Roberto Bertoni, Articolo 21 – la principessa ribelle, ultimo scampolo di ancien régime. Il suo fu un matrimonio combinato: con Carlo si era vista poche volte prima di sposarsi. Fu un disastro totale anche il loro viaggio di nozze, un rapporto mai sbocciato. Lei, in un’intervista, disse ‘siamo sempre stati in tre’, riferendosi a Camilla.
La tragedia arrivò dopo la svolta politica in Inghilterra, dove Tony Blair aveva vinto le elezioni, e in concomitanza con i 50 anni di matrimonio della regina Elisabetta. In un momento decisivo e glorioso, una vicenda come quella portò la monarchia ai minimi storici, tant’è che Elisabetta abbassò la testa davanti al feretro di Diana, costretta quasi a farlo.
Dopo, se i due figli hanno condotto una certa vita, è perché sostanzialmente era già crollata quella idea monarchica di Elisabetta. Lei non ha mai avuto stima né un vero rapporto con il figlio Carlo; forse sarebbe stato meglio se avesse abdicato. È stata l’ultima monarca. Da quando è re, Carlo ha ridotto tutto quello sfarzo che oggi non sarebbe più accettato: quello spreco inutile di soldi.
Con i suoi comportamenti, Diana metteva in discussione il Commonwealth: aveva a che fare con India e Africa, che l’Inghilterra pensava di possedere sempre come propri territori. Lei combatteva in maniera decisiva quell’aspetto imperiale. Elisabetta è stata l’ultima imperatrice d’Inghilterra; poi è diventata una semplice regina. D’ora in avanti, al trono ci sarà solo un semplice re o una regina, non più un monarca assoluto di livello mondiale.”
“Lo scenario è fondamentale per capire la morte di Lady D – ha sottolineato il giornalista Marco Gregoretti – e forse anche quella del suo amico Gianni Versace. Se si parla di complotti, possono esserci molte suggestioni su entrambe le vicende.
Partendo dal tradimento del giornalista che pubblicò quella frase, perché Lady D e Carlo hanno avuto come terzo incomodo Camilla, ma anche la famiglia reale e il gossip in generale. Sono sempre stati in tre. Il tradimento può essere arrivato da una qualunque di queste situazioni. Non credo che lei si riferisse a qualcosa di specifico.
Inoltre, all’interno di una dinamica di coppia, non è stata semplice la vita di Diana a corte. Carlo era innamorato di una donna e si era sposato con un’altra. Vanno considerati altri aspetti: non si sa se Diana avesse intenzione di abbracciare la religione cattolica, ma sarebbe stato un problema serio.
In più, dopo la rottura con Carlo, lei iniziò una relazione con un musulmano, Al-Fayed, e c’è anche tutto questo scenario da tenere presente. Erano, ipoteticamente, due spine nel fianco della corte. Lady D metteva in discussione l’esistenza stessa di quella monarchia, perché andava in giro tra le persone normali, tra chi soffriva; era amica di Elton John, Gianni Versace, e frequentava Madre Teresa di Calcutta.
Lei non chiedeva il permesso a nessuno, neanche quando andò la seconda volta da sola da Papa Giovanni Paolo II. All’inizio qualcuno poteva pensare fosse un’azione di immagine e marketing della casa reale, invece era una cosa che lei faceva contro la casa reale. Non c’entrava nulla con quel mondo.
Poi c’era il suo discorso privato: Carlo e Diana litigavano su tutto, erano una coppia abbastanza veemente al loro interno. Le immagini del matrimonio: lei era una bambina che entrava nella città dei balocchi, un po’ Alice nel Paese delle Meraviglie. Io non credo quasi a nulla di quanto raccontato, troppo forti, troppo artificiose sembrano molte versioni. Magari era davvero innamorata di Carlo all’inizio, si è raccontato così, poi si sono tirati i piatti in testa.”
“Se fosse stata una principessa moderna – ha commentato Giuseppe Paccione, European Affairs Magazine – forse oggi avrebbe comunicato la sua storia attraverso i social. Ma siamo sicuri che fosse sola all’interno del palazzo, mentre all’esterno era a contatto con il resto del mondo.
Voglio ricordare l’umanità di questa donna: era in contatto con Madre Teresa di Calcutta e la seguiva spesso, anche lei morta poco dopo. Forse Diana voleva convertirsi alla Chiesa cattolica grazie a lei. Con quel contatto diretto aveva conosciuto un mondo diverso, isolato. Fu proposta per il Premio Nobel per la pace, ma in generale stava oscurando la figura della regina Elisabetta.”
Secondo il professor Carlo Taormina, ordinario di Procedura Penale all’Università di Tor Vergata, quello di Carlo e Diana fu “un matrimonio combinato, che venne fin dall’inizio contrastato. La sua ribellione è stata quella di proporsi al mondo in modo eccentrico rispetto alla casa reale. I contatti che creava, i Paesi che visitava, il modo di avvicinarsi alle persone, i bambini abbracciati: è stata spontanea, non c’era niente di costruito.”