Lo sguardo di Giano: DiaLogos tra Arte e Scienza. Il convegno di studi
James Hillman ci ha insegnato che le potenze che un tempo furono chiamate divine, nonostante abbiano perduto ogni nome, permeano la nostra psiche che con esse è costretta ad avere a che fare, in ogni atto della vita. Tali potenze, ci dice Hillman parafrasando Jung, si sono trasformate in sintomi, in malattie. Il tempo che stiamo attraversando manifesta pienamente questa condizione. I luoghi deputati alla crescita, alla scoperta dei saperi, i luoghi della cura, soffrono della deriva della bellezza e della conoscenza.
In occasione della Giornata internazionale dell’educazione, proclamata il 24 gennaio dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite riconoscendo il ruolo primario che questa ricopre per il benessere della società e per lo sviluppo umano, il Convegno Lo Sguardo di Giano - DiaLogos tra Arte e Scienza, torna a proporsi nella sua V^ edizione come un progetto complessivo di studi e di formazione per gli insegnanti e per quanti operano nei contesti educativi, della salute e del benessere, con un ampliamento nel contesto delle collaborazioni e dei temi oggetto di studio.
Nello sforzo di contribuire a risvegliare un impegno più consapevole e coraggioso nelle figure professionali coinvolte nell’educazione e nell’istruzione dei più giovani, nell’edizione corrente si vuole offrire continuità agli obiettivi del progetto “INsieme IN sintonia - Le sfide di una scuola che cambia” proponendo un approfondimento sulle interazioni tra Arte e Scienza, in una prospettiva educativo didattica aperta a nuove dimensioni di indagine, in grado di offrire spunti di riflessione per una formazione più consapevole e adeguata alla necessità di mantenere l’Umano al centro dell’attenzione educativa, chiamando a raccolta - per così dire - forze intellettuali, ricercatori, studiosi, artisti sensibili all’urgenza che stiamo attraversando per offrire una chiave di lettura e di metodo sulla necessità di interazione tra i saperi delle Arti e quelli delle Scienze.
Come Giano bifronte, che con il suo doppio volto ci invita a guardare al passato e al futuro, così anche l'integrazione tra Arte e Scienza ci permette di comprendere il presente, unendo la natura della scienza a quella dell'arte per costruire una conoscenza e un benessere completi e duraturi, in una società dove il rischio presente nell’era della transizione digitale e dell’innovazione tecnologica, rischia di condurre a minacciare la salute psico-fisica dell’individuo e la sua integrità più sacra. Il cambiamento e la transizione da uno stato dell’essere ad un altro, ai quali allude la stessa simbologia di Giano bifronte, non sono infatti da intendere nel senso di una separazione tra passato e futuro ma come uno svolgersi progressivo della tradizione verso l’innovazione e che, grazie al lavoro di studio, di consapevolezza e di conoscenza radicato nel presente, nulla perde della connessione antica tra i saperi.
Promuovendo il Convegno di Studi in oggetto, si vogliono dunque esplorare le intersezioni tra le arti e le scienze, due ambiti che, sebbene apparentemente distinti e oggetto di studio specifici, sono intrecciati per la tutela dell'essere “Umano”, del suo corpo e della sua mente, in una società dove il rischio presente nell’era della transizione digitale e dell’innovazione tecnologica, rischia di condurre a minacciare la salute psico-fisica dell’individuo e la sua integrità più sacra.
Le neuroscienze hanno documentato gli effetti positivi delle attività artistiche sul cervello. La creazione e la fruizione dell'arte attivano diverse aree cerebrali, stimolano la neuroplasticità e supportano il benessere emotivo. Le pratiche artistiche aiutano a migliorare l’autoconsapevolezza e favoriscono la resilienza psicologica, influenzando positivamente anche la salute fisica. In questo ritorno al Bello e all’Umano, di cui è sempre più urgente la necessità nei contesti scolastici, e non solo, sta la promozione del cambiamento che è nostra intenzione contribuire a realizzare, forti del contributo delle neuroscienze e degli studi più aggiornati che permettono di riscoprire oggi le potenzialità educativo-didattiche delle antiche connessioni tra Arte e Scienza con un linguaggio moderno e accessibile.
L’obiettivo di questo evento è fornire una formazione di alto livello scientifico per coloro che operano nell’ambito educativo-didattico, scolastico, museale, accademico, favorendo i processi per l’acquisizione di una nuova coscienza di sé e dell’altro, per il recupero del proprio spazio di autonomia intellettuale, mostrando come la riconnessione dei saperi legati all’arte, alla creatività, alla matematica, alla geometria, alla filosofia, alla fisica e alle discipline tutte, sul substrato delle più aggiornate scoperte neuroscientifiche sul cervello e sui sistemi percettivi, possa rispondere adeguatamente alle sfide odierne.
Gli obiettivi principali restano legati alla necessità di rivitalizzare il ruolo dell’insegnante affinchè divenga sempre più agente consapevole e attivo nella ricerca educativo-didattica, e di favorire i processi per l’acquisizione di una nuova coscienza di sé e dell’altro.
Il recupero del proprio spazio di autonomia intellettuale, perno indispensabile di un apporto umano e professionale creativo e dinamico, è ancora oggi una meta scarsamente garantita e forse ormai poco immaginata. La conquista di tale spazio costituisce, insieme al tema della relazione, un importante tassello della ridefinizione non solo di una nuova identità professionale per gli insegnanti, quanto anche delle scelte che dirigono oggi la loro formazione, con particolare riguardo a quella iniziale, per restituire alla scuola e alla società intera un sistema fondato sulle più alte qualità dell’umano.
Obiettivi principali del progetto:
- sviluppare nuovi approcci educativi che integrino le arti e le scienze nel processo di insegnamento-apprendimento;
- rafforzare la consapevolezza sull’importanza dell’interazione tra arte e scienza nella tutela del corpo e della mente;
- rendere consapevole chi opera nei settori dell’educazione e dell’apprendimento della necessità di recuperare tali connessioni;
- contribuire alla crescita etica e culturale in un’ottica di formazione continua per gli insegnanti;
- promuovere un dialogo tra arte e scienza, evidenziando le reciproche influenze e benefici;
- educare alle arti e al patrimonio da intendersi come materia di studio e di intersezione nella riflessione con gli altri saperi e come strumento di sensibilizzazione che valichi le frontiere geografiche e rafforzi il valore della salvaguardia della memoria di ciascun popolo;
- esplorare il ruolo dell'arte come risorsa di creatività e benessere psicofisico;
- analizzare l’impatto delle pratiche artistiche sui processi sensoriali, relazionali e cognitivi.
Articolazione del Convegno di Studi
L’evento che ospiterà il Convegno si svolgerà in due giornate, in modalità mista poiché sarà garantito il collegamento in streaming e la registrazione.
Le date sono quelle del 24 gennaio 2026, coincidente con la Giornata Internazionale dell’Educazione, per il Convegno e del 26 gennaio 2026 per i laboratori metodologici-esperienziali, ispirati all’interazione tra neuroscienze e arti, meditazione e tecnologie, che daranno spazio al ruolo della corporeità, della percezione sensoriale e della memoria come volani indispensabili per il benessere e per l’apprendimento. I laboratori si svolgeranno nella cornice meravigliosa della Chiesa di Santa Prassede, al mattino, e dell’Oratorio Mariano di Santa Pudenziana, nel primo pomeriggio
La giornata del 24 gennaio 2026, dedicata interamente al Convegno Nazionale di Studi e agli interventi degli esperti, con uno spazio di discussione con il pubblico, si svolgerà presso l’aula magna della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Tor Vergata.
Tale giornata manterrà la collaudata articolazione in tre principali panel:
Arte e Scienza tra Etica e Creatività, per indagare il senso che può avere insegnare oggi arte nel mondo contemporaneo caratterizzato dal paradigma della complessità; per valorizzare l’arte come determinante per la salute e per sviluppare competenze relazionali e comportamentali; per approfondire la relazione tra Arte e Scienza e la potenzialità educativa della dimensione dell’esperienza estetica e della bellezza, di cui va riscoperto il linguaggio così come si produce e può emergere in tutte le discipline, un linguaggio capace di estendere la percezione di noi stessi e quella degli altri, allorché, aprendo a nuove dimensioni, libera da prospettive cristallizzate.
Scienze e Neuroscienze, per comprendere come i meccanismi del coinvolgimento del cervello in relazione alla bellezza, alla corporeità, ai meccanismi percettivi, emotivi, cognitivi, accendono curiosità e attenzione e agiscono nei contesti socioeducativi; per sostenere il valore della ricerca e del dialogo sugli effetti, nell'apprendimento e sulla salute e il benessere, del rinnovamento didattico basato sulle tecnologie digitali; per approcciare al contributo delle scoperte della fisica quantistica al tema della coscienza e delle relazioni.
Metodologie e Formazione, per potenziare la consapevolezza di sé, le competenze comunicative e l’ascolto dell’altro nell’“estetica della relazione” (Gallese, Morelli, 2024). Un’occasione per approfondire percorsi metodologici e per affrontare il tema della formazione, iniziale e non, condividendo riflessioni, strumenti e percorsi per superare le criticità imperanti.
Tra i relatori figurano Ottavio De Clemente, Angela Savino, Clara Rech, Luciano Boi, Claudio Lanzi, Paolo Silvestrini, Antonio Capodieci, Tiziana Torelli, Dino Angelaccio, Carla Cacianti, Simonetta Baroni, Arianna Brunetto, Marina Gatti, Benedetta Paris, Paola Cardarelli, Marilena Ciprani, Luigi Miraglia, Riccardo Scaglioni, Rossella Capuano, Maria Cristina Fortunati, Vittoria Lecce.
Il Convegno sarà arricchito dal contributo musicale del Duo “Aere”, flauto e violino, del Conservatorio “Alfredo Casella”, che sentitamente si ringrazia per la collaborazione.
Un sentito ringraziamento va al Master in Neuroestetica dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata per l’ospitalità e per il supporto all’organizzazione.
Come per le precedenti edizioni dell’iniziativa, è prevista la successiva pubblicazione degli Atti.
Note al tema ispiratore
Giano Bifronte, Ianus Bifrons, tra le più antiche divinità venerata sin dagli albori dagli antichi latini e dei romani, raffigurato con due volti, uno speculare all’altro, è dio degli inizi, delle porte e dei passaggi.
A questa potente forza archetipica
è associato il nome del primo mese dell’anno dopo il solstizio d’inverno
a significare il lento trionfare della luce sulle tenebre.
Quale che sia l’origine del nome Janus,
se sia legato al verbo “ire”, andare, inteso come “movimento”
(Cicerone e Macrobio),
nell’idea di eterno ritorno alle cose,
o se sia legato all’identificazione con Diana e Apollo, il Sole e la Luna,
o ancora all’idea di protezione,
esso riunisce in sé tutti gli elementi ai quali si vuole affidare la forza ispiratrice di un progetto che vuole essere
un inizio un passaggio una porta
per contribuire a ricomporre l’unità di un dialogo interrotto.