l'intervista

Il presidente Fifs Torquati: "Fondamentale la preparazione dei fisioterapisti professionisti"

Massimiliano Vitelli

Nel mondo dello sport ad alto livello, dove ogni dettaglio può fare la differenza. Riccardo Torquati lo sa bene: da anni lavora al fianco di atleti e arbitri di Serie A e UEFA ed è uno dei principali punti di riferimento della fisioterapia sportiva italiana.

Quanto è importante il ruolo dei fisioterapisti nel mondo dello sport?
«Il ruolo del fisioterapista è oggi sempre più riconosciuto, non solo sotto il profilo terapeutico, ma anche per il supporto motivazionale e psicofisico all’atleta. In molte discipline gli sportivi di alto livello sono affiancati da un fisioterapista. L’approccio individuale è imprescindibile: il fisioterapista contribuisce in modo decisivo alla performance e alla longevità della carriera. Affidarsi allo stesso professionista nel tempo garantisce ottimi risultati».

  

Qual è il modo migliore per prepararsi a svolgere la vostra professione?
«Dopo la laurea è fondamentale scegliere master e specializzazioni che abbiano un impatto immediato sul lavoro sul campo. Terapie manuali, massaggio sportivo, osteopatia, chiroterapia e posturologia sono le basi della fisioterapia sportiva moderna».

Quali risultati avete ottenuto finora attraverso la Federazione e quali sono i prossimi obiettivi?
«La FIFS ha un organigramma nazionale di alto livello ed è riconosciuta anche all’estero. Il nostro progetto ha ispirato la nascita della Federazione cinese dei fisioterapisti dello sport e siamo un punto di riferimento per colleghi di altri Paesi, come Inghilterra e Malta. Abbiamo un dialogo aperto con la Fifa e continuiamo a investire sulla formazione, grazie a un comitato scientifico di professionisti di primo piano».

In questo contesto come si inserisce l’iniziativa del sindacato UNILASP?
«Abbiamo sentito la necessità di creare un sindacato unico per chi lavora nello sport, con competenze specifiche in diritto sportivo e il coinvolgimento di diverse figure professionali. I fisioterapisti sono stati tra i primi firmatari perché troppo spesso non esistono tutele contrattuali. Il lavoro nello sport deve evolvere verso una maggiore stabilità».

I tanti infortuni dei calciatori dipendono dai troppi impegni?
«Non esiste una sola causa. Incidono il numero di partite ravvicinate, l’intensità crescente e la difficoltà di seguire il singolo atleta con continuità, anche a causa dei frequenti viaggi. È fondamentale investire sulla formazione di professionisti».

Ci sono differenze nel trattare atleti professionisti rispetto agli altri pazienti?
«Sì, soprattutto nei tempi. Nello sport bisogna ottenere risultati rapidi senza mai mettere a rischio l’atleta. Servono competenze specifiche, capacità decisionale ed esperienza. È un lavoro che richiede preparazione mirata e grande responsabilità».