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Londra, New York e adesso Berlino: lo spettro islamico si aggira in Occidente
Uno spettro si aggira per l'Europa (e non solo), è proprio il caso di dire. L'esito delle ultime elezioni regionali in Germania non può che destare inquietudine, "profonda preoccupazione" direbbero i commentatori perbene, per la sorte delle nostre democrazie. No, non ci riferiamo all'avanzata di Alternative für Deutschland, che dopo il successo in Sassonia-Anhalt ha trionfato anche in Meclemburgo-Pomerania. No, il vero pericolo, del tutto ignorato dai media mainstream, arriva dall'avanzata dei partiti islamo-comunisti nelle grandi città. Dopo Londra con Sadiq Khan e New York con Zohran Mamdani, potrebbe cadere anche Berlino. Forte del 25% dei voti del suo partito, la candidata di Die Linke, Elif Eralp, potrebbe diventare la prima tedesca di origini turche a guidare la capitale. Cosa hanno in comune queste tre capitali oltre allo status di grandi centri economici e culturali dell'Occidente, sponda anglo-americana ed europeo-continentale? Condividono sindaci non solo di estrema sinistra, ma dal background famigliare e culturale del tutto simile. Figli di immigrati, di fede musulmana, i loro programmi coniugano ricette economiche da socialismo reale e politiche che strizzano l'occhio all'islamismo, ovviamente con varie sfumature, per usare un eufemismo, di antisemitismo. Se Londra poteva essere un caso e New York un indizio, ora Berlino rappresenta una tendenza.
Elif Eralp propone senza mezzi termini l'esproprio e la collettivizzazione di oltre 200 mila abitazioni di società immobiliari, mense di quartiere con pasti a tre euro e naturalmente più tasse ai ricchi. La lotta alla cosiddetta "islamofobia", il presunto "razzismo antimusulmano", è in realtà un'arma per mettere a tacere chiunque osi denunciare i crimini commessi dai migranti musulmani (in particolare contro le donne) e la situazione di interi quartieri fuori controllo in cui sembra già in vigore la sharia, o azzardi anche solo mettere in discussione le politiche pro-migranti, e per giustificare la distrazione di ulteriori finanziamenti a organizzazioni che spesso sono il paravento di ambienti islamisti. Insomma, una forte spinta all'islamizzazione. Secondo le prime stime, l'82% dei musulmani a Berlino ha votato partiti di sinistra (51% Linke e 31% SPD o Verdi). La prima elezione in cui probabilmente i musulmani come gruppo di elettori sono stati decisivi. Un voto etnico che è il preludio, o forse già una conseguenza, di una società balcanizzata. Assistenzialismo senza limiti e orientamento antisemita i principali driver di consenso. Alcune foto mostrano alla festa elettorale berlinese della Linke un attivista palestinese sostenitore di Hamas, Ibrahim Ibrahim, e il leader di un clan criminale turco-siriano, Mhallami Issa Remmo. Altro che i "neonazi" di AfD, le principali capitali del nostro Occidente sono governate da un mix tra Lenin e Hamas e nessuno sembra preoccuparsene.
Credete che nei suoi confronti SPD e Verdi opporranno il cordone sanitario che la CDU di Merz ha alzato contro AfD, pagandolo a carissimo prezzo? Occhio ai titoli di queste ore sui media mainstream: in Meclemburgo vincono gli "estremisti" di AfD (nei cui confronti i superlativi assoluti si sprecano, da destra "estrema" a "ultra-destra"), mentre a Berlino vince "la sinistra della Linke". Nemmeno l'aggettivo "radicale". Solo sinistra. Evidente in che direzione viene spinta la narrazione. Una narrazione che negli anni ha normalizzato lo slittamento a sinistra dell'asse politico in praticamente tutti i Paesi occidentali. Presentare come "normale" una sinistra sempre più radicalizzata ha come effetto implicito quello di bollare come "estremiste" idee e posizioni conservatrici che fino a pochi anni prima apparivano di buon senso e appartenevano a partiti tradizionali come la CDU in Germania o i Tory in Gran Bretagna. Peccato però che quelle idee gli elettori continuino a ritenerle di buon senso, solo che oggi possono ritrovarle solo in partiti come AfD e Reform UK. Da qui il travaso di voti. Quindi attenzione all'effetto ottico generato dal pregiudizio dei media mainstream. Il vero estremismo, il pericolo più imminente per la tenuta democratica oltre che economica delle nazioni occidentali arriva da sinistra.