TENSIONI

Lipsia, c'è la mano di Mosca dietro il drone inesploso all'aeroporto: "Necessaria risposta adeguata"

Un drone carico di esplosivo e un detonatore erano stati rinvenuti lo scorso 5 agosto vicino un aereo cargo Antonov ucraino parcheggiato all'Aeroporto di Lipsia/Halle, in Germania. Dopo quasi un mese, il ministro dell'Interno tedesco Alexander Dobrindt ha dichiarato in conferenza stampa che la Russia "è responsabile" del fatto. Il drone, che non è esploso a causa di un malfunzionamento e successivamente è stato disinnescato, è quindi opera di Mosca. Dobrindt ha poi aggiunto che l'episodio "non costituisce un caso isolato" ma è parte di un contesto più ampio di azioni ibride, riconoscendo dunque "la chiara necessità di una risposta adeguata e necessaria". Con una precisazione: "Non siamo in guerra, ma quotidianamente bersaglio di attacchi ibridi"

Fra le misure disposte c'è la chiusura del Consolato generale russo a Bonn, prevista per il prossimo 18 settembre come comunicato dal ministro degli Esteri Johann Wadephul. Inoltre, ha aggiunto il capo degli Esteri, verrà disdetto il contratto per la Casa Russa (centro culturale, ndr) a Berlino.

  

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz è stato poi raggiunto telefonicamente dal segretario generale della Nato, Mark Rutte, che ha espresso la propria solidarietà e accolto con favore le misure in risposta annunciate dalla Germania. "I tentativi della Russia di intimidirci, di compromettere la nostra unità e la nostra volontà di sostenere l'Ucraina sono inutili e falliranno. È incrollabile il nostro sostegno all'Ucraina, così come il nostro impegno ferreo per la difesa collettiva della Nato", ha poi concluso.