crisi in medio oriente

Trump annuncia: "Hormuz è territorio degli Stati Uniti". L'Iran: "Illusioni"

Andrea Riccardi

Nulla di fatto. Dopo la scadenza dei 60 giorni di tregua - conclusi lunedì - la situazione in Medioriente resta caldissima. A gettare benzina sul fuoco è, ancora una volta, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che sul suo social network Truth ha pubblicato una cartina geografica, nella quale e stato cerchiato lo Stretto di Hormuz e, sopra, compare la scritta «Nuovo territorio Usa». Una provocazione che ha scatenato la replica immediata di Teheran: «Presto la sua illusione riguardo allo Stretto di Hormuz verrà corretta, oppure saremo noi a correggere le illusioni di quest’uomo», ha scritto su X il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ripubblicando il post del repubblicano.

Anche sul fronte diplomatico tutto è fermo, o quasi. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che gli Stati Uniti «implorano» di avviare colloqui, ma lo stesso Trump ha assicurato che «non sono in corso né sono previste trattative o colloqui con la Repubblica Islamica dell'Iran».

  

Soltanto lunedi il presidente aveva annunciato - smentito a stretto giro da Teheran - che era in corso un dialogo con i pasdaran. Per il Qatar i mediatori attendono un accordo bilaterale tra Iran e Oman sullo Stretto di Hormuz prima di riprendere i colloqui più ampi tra Teheran e Washington.

Il tycoon ha confermato che «il blocco navale rimane pienamente in vigore» e lo Stretto «è aperto e operativo. Tutte le mine acquatiche sono state rimosse o fatte esplodere».

Un'imbarcazione in transito nello Stretto di Hormuz ha subito danni alla sala macchine e un membro dell’equipaggio e rimasto ferito dopo essere stato colpito da un proiettile non identificato, secondo quanto riferito dall’UK Maritime Trade Operations. Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato che i suoi sistemi di difesa aerea hanno rilevato una minaccia missilistica. Anche il ministero dell’Interno del Paese ha diramato un allarme telefonico per «potenziali minacce missilistiche», il primo avvertimento di questo tipo da mesi. «A causa della situazione attuale e delle potenziali minacce missilistiche, recatevi immediatamente in un luogo sicuro all'interno dell'edificio protetto più vicino», è il testo del messaggio inviato ai cittadini.

Nel frattempo, all'indomani della minaccia lanciata dal presidente Usa, due funzionari dell’Oman hanno riferito che Trump ha minacciato di bombardare l’Oman perché infastidito dal fatto che il Paese sia vicino a un accordo con l’Iran per la gestione del traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz. I funzionari hanno affermato che l'amministrazione Trump ha comunicato all’Oman la propria contrarietà ad alcuni aspetti dell’accordo non ancora annunciato, tra cui la gestione congiunta iraniano-omanita della rotta di uscita dal passaggio, fondamentale per le forniture globali di petrolio e gas naturale. I funzionari sono stati informati sulla posizione degli Stati Uniti e su come l'amministrazione valuti la posizione dell'Oman.

Intanto i prezzi del petrolio salgono, raggiungendo i livelli piu alti da luglio, con il Brent a 91,8 dollari al barile (+1,1%) e il Wti a 84,8 dollari (+1,3%). In salita anche il prezzo del gas europeo, che ha esteso i rialzi, con il Ttf di Amsterdam salito a 63,7 euro/MWh (+3,2%), sulla scia delle crescenti preoccupazioni per lo Stretto di Hormuz e del ridimensionamento delle speranze di un accordo in Medioriente che possa consentirne la riapertura. Il blocco marittimo continua inoltre a ritardare le spedizioni di Gnl dal Qatar, riducendo i quantitativi disponibili per il mercato del Vecchio Continente.