L'appello

Salviamo i bambini di Gaza da Hamas usati come scudi umani

Ben-Dror Yemini

Il cuore duole per ogni bambino ferito a Gaza. Duole per ogni bambino affamato in Yemen sotto la tirannide degli Houthi. Per ogni bambino in Sudan vittima di una guerra di cui ignora perché e per cosa si combatta. Duole il cuore per ogni bambino dei Paesi del Sahel, ucciso, ferito o deperito. C’è un comun denominatore fra tutti questi bambini: sono vittime dell’Islam radicale, sia sunnita che sciita. Ovunque questo Islam governi o cerchi di assumere il potere, le vittime innocenti sono innumerevoli.


L’organizzazione terroristica di Hamas, al potere nella Striscia di Gaza dal 2007, da due decenni abusa dei civili palestinesi e, in particolare, dei bambini. Bambini sono stati trucidati nel massacro di Hamas del 7 ottobre. Circa 1200 israeliani, molti di cui minori e attivisti per la pace d’aiuto agli abitanti di Gaza, sono stati assassinati quel giorno. I leader di Hamas sapevano esattamente cosa facevano. Avere a bersaglio civili innocenti, anziani e bambini, costituiva un fattore di stimolo, non di dissuasione. Perché questo è Hamas. Questo è il jihad.
Questa è l’essenza di un’organizzazione terroristica.

  


Il punto è che Hamas era un’organizzazione terroristica cresciuta di livello: era l’autorità di governo nella Striscia di Gaza. Con i bambini ha fatto tre cose. Primo: li ha educati all’odio. Odio per gli ebrei, odio per i cristiani, odio per gli induisti, odio per chiunque non sia un islamista - persino i musulmani moderati sono ritenuti nemici -.


Secondo: ha reclutato bambini dai 14 anni. Bambini che sventolavano bandiere di Hamas e con la svastica nazista. Perché veniva loro insegnata la completa identità tra le ambizioni di sterminio di Hitler e quelle di sterminio di Hamas. Del resto, è esattamente questa la missione invocata dal leader dei Fratelli Musulmani, lo sceicco Yusuf al-Qaradawi: «Noi musulmani dobbiamo portare a compimento l’opera di Hitler». Le ambizioni di Hamas erano persino superiori: volevano conquistare l’Europa. Ripetutamente, hanno evocato Roma. Terzo: Hamas ha esplicitamente dichiarato che il proprio scudo umano fossero i bambini e le donne palestinesi, la cui vita poteva essere sacrificata per il raggiungimento dei propri oscuri obiettivi.
Per ben comprendere quanto i bambini di Gaza fossero al cuore della macchina da guerra di Hamas, è utile esaminare quel che l’allora leader del gruppo terroristico, Ismail Haniyeh, dichiarò il 27 ottobre, tre settimane dopo il terribile massacro: «Abbiamo bisogno del sangue delle donne, dei bambini e degli anziani di Gaza, perché risvegli il nostro spirito rivoluzionario». O ancora, ciò che disse Fathi Hamad quand’era ministro dell’Interno di Hamas: «Usiamo donne e bambini come scudi umani... Loro dicono al nemico sionista: noi aspiriamo alla morte come voi aspirate alla vita».


Che in Italia vi siano persone che vogliono assegnare il Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza è cosa bella; vale la pena, però, ricordare quel che i leader di quei minori hanno dichiarato su Roma: Yunis al-Astal, uno dei capi di Hamas, ha lanciato un appello sulla televisione Al-Aqsa di Hamas a «conquistare Roma e anche le due Americhe». Nel 2012, il dottor Subhi al-Yaziji, tra i responsabili dell’Università Islamica di Gaza, ha proclamato sul canale di Hamas: «Alzeremo la bandiera del Califfato islamico sul Vaticano».


Va dunque riconosciuto questo: solo un atteggiamento di totale indifferenza verso la natura omicida, colonialista, imperialista e nazista di Hamas può legittimare la proposta di assegnazione del Premio Nobel per la Pace proprio ai bambini di Gaza, che sventolano bandiere con la svastica. Questi minori sono vittime dell’Islam radicale a Gaza come in altri luoghi del mondo musulmano e hanno bisogno di un’educazione alla pace, non di un premio all’odio e all’ambizione di sterminio.


Nel sostenere la narrativa che attribuisce a Israele la responsabilità per il male inferto ai bambini di Gaza, il Professor Eugenio Mazzarella supporta una campagna propagandistica di menzogne che altro non fa che perpetuare il problema, rafforzando Hamas e il jihad e deteriorando la possibilità di una vita migliore per i bambini di Gaza. Continuando a dar eco all’orrenda campagna di propaganda contro Israele e, di fatto, a favore di Hamas, il Professor Mazzarella e altri incentivano il jihad, che sta arrivando anche nelle strade di Roma. Solo pochi giorni fa, un uomo ebreo è stato aggredito due volte in due giorni. Non aveva commesso alcun peccato né alcun crimine. È una vittima dell’incitamento, delle menzogne e dell’odio. Pertanto, il professor Mazzarella è invitato a fare la cosa giusta: combattere i movimenti jihadisti radicali, compreso Hamas, per garantire una vita migliore e più giusta ai bambini di Gaza nonché agli ebrei e ai non ebrei di Roma e di tutto il mondo.

 

*Ben-Dror Yemini. Ricercatore, docente e giornalista senior di Yediot Ahronot, quotidiano israeliano di grande popolarità. Negli ultimi vent’anni, Yemini si è dedicato alla ricerca sulla propaganda anti-israeliana. Il suo ultimo best-seller, "L’Industria delle bugie", è stato pubblicato in numerose lingue.