crisi migranti

Sanchez nei guai, il Marocco minaccia lo stop alle estradizioni. Nuova invasione a Ceuta? Il tam tam social

Crisi dei migranti a Ceuta, la cooperazione giudiziaria tra Marocco e Spagna rischia di entrare in una fase di forte tensione. Il ministro della Giustizia marocchino, Abdellatif Ouahbi, ha annunciato che Rabat sta valutando la sospensione dell'accordo bilaterale sulle estradizioni, lamentando le difficoltà nel riportare in Marocco persone condannate o sospettate di reati, nonostante le richieste avanzate alle autorità spagnole. L'ipotesi arriva in un momento delicato, mentre i due Paesi cercano di rafforzare la collaborazione per scongiurare una nuova pressione migratoria verso le enclave spagnole di Ceuta e Melilla. 

Le autorità marocchine hanno annunciato inoltre di aver adottato misure per contrastare qualsiasi ulteriore afflusso di migranti nell'enclave spagnola di Ceuta, in seguito ad una nuova ondata di disinformazione sui social media. Da oltre una settimana, online circolano voci secondo cui il valico di frontiera tra la città marocchina di Fnideq e Ceuta "sarà aperto" il 15 agosto, "giorno festivo in Spagna". Le affermazioni giungono dopo che circa 72mila migranti sono entrati illegalmente a Ceuta in pochi giorni alla fine di luglio, un numero record per un periodo così breve. Settantamila di loro sono stati rimpatriati in Marocco, secondo il Ministero dell'Interno spagnolo. "Sono state adottate tutte le misure necessarie per contrastare qualsiasi tentativo di attraversamento illegale e per intercettare chiunque cerchi di parteciparvi", ha dichiarato Rachid El Khalfi, portavoce del Ministero dell'Interno marocchino.

  

Il ministero ha dichiarato di aver "rilevato negli ultimi giorni la circolazione di post e messaggi anonimi su alcune piattaforme di social media che incitavano all'organizzazione di tentativi di attraversamento collettivo e illegale del confine verso Ceuta e Melilla", l'altra enclave spagnola situata a 400 chilometri a est. Saranno avviati procedimenti legali contro coloro che diffondono questi appelli. Un "gruppo di individui" sospettati di coinvolgimento è stato arrestato ed è oggetto di indagini, ha indicato El Khalfi in una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa ufficiale Map.