IL RETROSCENA

Membri della Flotilla ai funerali di Khamenei

Dalla Flotilla per Gaza al funerale di Ali Khamenei. Tre figure legate alla Global Sumud si sono recate in Iran durante le cerimonie per l’ultimo saluto alla Guida Suprema. Non una semplice visita privata in un Paese in lutto, ma anche una presa di parola dentro un evento costruito da Teheran come grande rito internazionale della Repubblica islamica. La Flotilla nega una delegazione ufficiale. Ma resta il fatto che tre figure della sua galassia sono arrivate a Teheran nel momento più solenne della propaganda iraniana.

Lisi Proenca, Tadhg Hickey e Ariadne Teles, volti della galassia pro-palestinese e della missione navale verso Gaza, non solo hanno partecipato ai funerali ma hanno espresso posizioni di sostegno politico alla Repubblica islamica. Il 7 luglio, a Teheran, si è tenuto il panel «Who Is Khamenei?», alla Sooreh Hall dell’Art Bureau, un incontro con commentatori, attivisti e figure mediatiche straniere dedicato alla copertura internazionale del funerale e alla «battaglia delle narrazioni» sull’Iran. In quella cornice Tadhg Hickey e Lisa Proenca sono intervenuti. Il video compare anche sul profilo Instagram dell’attivista brasiliana. La loro presenza nel Paese, dunque, non è passata inosservata al punto che sono stati citati anche da Tehran Times.

  

La missione a Gaza, dunque, incrocia la narrazione iraniana quando Teheran trasforma la morte di Khamenei in prova di forza, mobilitazione internazionale e messaggio antiamericano. Hickey è il profilo più strutturato. Compare nell’universo Global Sumud tra i volti coinvolti nel lancio della missione, partecipante alla Flotilla del 2025, poi arrestato e detenuto dopo l’abbordaggio israeliano. Ma il rapporto con l’ecosistema iraniano precede il funerale di Khamenei. Press Tv lo aveva già intervistato sulla Palestina e il Sobh Media Festival lo aveva indicato tra gli ospiti per il suo lavoro social.

Nel 2024 era stato intervistato mentre si trovava in Iran, mentre nel 2025 un documentario di Press Tv raccontava un suo viaggio fino a Teheran e Beirut. Iran Press lo ha poi citato mentre descriveva l’Iran come uno dei pochi Paesi capaci di resistere davvero alle potenze coloniali. Il viaggio di luglio per i funerali è quindi l’ultimo anello della relazione. Proenca è invece la figura più simbolica. Attivista brasiliana, legata alla Global Sumud Brasil, indicata come coordinatrice della missione e presente nelle iniziative della Flotilla, durante l’evento del 7 luglio parla di Sud globale che deve unirsi contro l’imperialismo americano e promette agli iraniani di «aiutare a mantenere questa rivoluzione».

South Era Network, che ha seguito da Teheran il funerale con contenuti dedicati, ha pubblicato video su Hickey in Iran, dal suo arrivo a Teheran alla partecipazione alle cerimonie. La Global Sumud Flotilla, interpellata dal Corriere della Sera, ha preso le distanze dall’idea di una missione ufficiale: nessuna delegazione sarebbe stata inviata a Teheran e le eventuali partecipazioni sarebbero avvenute a titolo personale. Ma in Italia il caso è già diventato politico. Sara Kelany, deputata di Fratelli d’Italia, chiede a Pd e M5S come possano difendere i diritti delle donne e poi «andare a braccetto» con sostenitori di Khamenei e di un regime che reprime chi non indossa correttamente il velo.