L'AIA
Usa, Rubio contro la Cpi: "Minaccia esistenziale". Bufera sul procuratore Khan: "Sospeso"
Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha lanciato un duro attacco contro la Corte Penale Internazionale, definendola una "minaccia esistenziale" che però presto capirà "cosa davvero significa la determinazione americana". Una guerra senza "proiettili o missili", quella delle toghe, ma combattuta con "statuti e trattati" indirizzati contro Washington. Il capo della diplomazia americana ha poi aggiunto: "La Cpi cerca di diventare l'arbitro che non deve rendere conto a nessuno di una nuova legge globale, con il potere di perseguire e arrestare i nostri cittadini e di minacciare in modo esistenziale la sovranità americana". I rapporti fra la Casa Bianca e l'organo con sede all'Aia non sono affatto dei migliori e diversi giudici sono soggetti a sanzioni che vietano loro l'ingresso nel Paese e impediscono qualsiasi transazione immobiliare o finanziaria sul territorio americano. La Corte non è riconosciuta comunque dagli Stati Uniti, che infatti non vi aderisce. In merito a queste parole, la Cpi ha deciso di non voler commentare. Un portavoce ha affermato che la Corte "svolge il proprio mandato in modo indipendente e imparziale, in conformità con il suo trattato istitutivo, lo Statuto di Roma, ratificato da 125 Stati".
Nel frattempo il British Standards Board, autorità di vigilanza legale del Regno Unito, ha annunciato di aver confermato la sospensione del procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Khan, già al centro di polemiche a causa di accuse di abusi sessuali nei confronti di un'assistente. Lui ha sempre negato con fermezza qualsiasi illecito, ma intanto la decisione gli impedisce di esercitare la professione legale nel suo paese d'origine, il Regno Unito. La decisione finale sul suo destino spetta ora all'Assemblea degli Stati parti che terrà una sessione straordinaria il 24 luglio presso la sede delle Nazioni Unite a New York per votare sulla sua eventuale destituzione dall'incarico. Kahn è il procuratore che ha spiccato, per conto della Cpi, mandati di arresto internazionali verso il premier israeliano Netanyahu e l'ex ministro della difesa Gallant.