medio oriente

Iran, Teheran colpisce nave cargo. Arriva la risposta Usa con raid nella notte: chiuso Hormuz

La fragile tregua tra Stati Uniti e Iran subisce un nuovo duro colpo. Teheran ha lanciato nella notte missili e droni contro diversi Paesi del Golfo in risposta a una nuova ondata di raid americani, effettuati dopo l'attacco iraniano contro una nave mercantile nello Stretto di Hormuz, costretta a essere abbandonata dall'equipaggio mentre era in fiamme. La nuova escalation si accompagna all'annuncio iraniano di una rinnovata chiusura dello Stretto di Hormuz, aggravando ulteriormente la crisi tra i due nemici, che negli ultimi giorni hanno continuato a scambiarsi minacce di vendetta e di distruzione totale nonostante il cessate il fuoco teoricamente ancora in vigore. Gli Emirati Arabi Uniti hanno reso noto di essere stati bersaglio di un attacco con missili e droni, secondo quanto riferito dal ministero della Difesa. Contemporaneamente, il Bahrein ha attivato le sirene d'allarme antiaereo, mentre in Qatar sono state udite esplosioni, probabilmente legate a intercettazioni di alcuni missili nel cielo a sud della capitale Doha. Poco prima, l'Iran aveva annunciato la chiusura "fino a nuovo ordine" dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale in condizioni normali transita circa un quinto del commercio mondiale di idrocarburi, dopo aver aperto il fuoco contro una nave. I Guardiani della Rivoluzione, i pasdaran, avevano inoltre minacciato di colpire "con severita'" le basi americane presenti nei Paesi del Golfo in caso di una risposta militare degli Stati Uniti. "Numerose navi hanno tentato di utilizzare una rotta non autorizzata ignorando i nostri avvertimenti", hanno affermato i Guardiani in un comunicato. "Una nave che aveva messo in pericolo la sicurezza marittima disattivando i propri sistemi e' stata colpita con colpi di avvertimento e fermata", hanno aggiunto. Secondo l'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto, l'attacco e' avvenuto a circa nove miglia nautiche, pari a circa 17 chilometri, a est della penisola di Musandam, appartenente al Sultanato dell'Oman. L'azione ha provocato un incendio a bordo e "l'equipaggio ha abbandonato la nave a bordo di una scialuppa di salvataggio", ha riferito l'agenzia. In risposta, Centcom, il Comando centrale degli Stati Uniti ha annunciato di aver condotto circa 140 attacchi contro obiettivi militari in Iran, la terza serie di bombardamenti da martedi' scorso. Le operazioni hanno preso di mira siti missilistici e per droni, mezzi navali, depositi di munizioni, reti di comunicazione e postazioni di sorveglianza costiera. Media iraniani hanno riferito di esplosioni nel sud del Paese, nelle aree di Bandar Abbas, Sirik, Jask, sull'isola di Qeshm e nella provincia del Khuzestan, al confine con l'Iraq, senza segnalare nell'immediato vittime.

"L'Iran ha fatto una scelta sbagliata. Ora ne paga il prezzo", ha scritto su X il segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth. "L'era degli accordi unilaterali e' finita. Ve l'abbiamo detto: mantenete la vostra parola o pagate il prezzo. La realta' sta bussando", e' stata la replica indiretta del capo negoziatore iraniani, Mohamed Bagher Ghalibaf. Secondo il Centcom, la nave colpita dall'Iran e' la Gfs Galaxy, una portacontainer battente bandiera cipriota. Il comando americano ha precisato che un membro civile dell'equipaggio risulta disperso e che l'imbarcazione non e' piu' in grado di proseguire la navigazione a causa dell'incendio e dei gravi danni riportati nella sala macchine. I Guardiani della rivoluzione hanno ribadito che "lo Stretto di Hormuz restera' chiuso fino a nuovo ordine e fino alla cessazione degli interventi americani nella regione; nessuna nave sara' autorizzata ad attraversarlo". Finora Teheran consente unicamente un corridoio di navigazione lungo le proprie coste ed esclude il ritorno alla situazione precedente alla guerra, quando il transito nello Stretto era libero, una posizione contestata dagli Stati Uniti. Washington aveva gia' bombardato l'Iran nella notte tra martedi' e mercoledi' e in quella successiva, attribuendo a Teheran la responsabilita' degli attacchi contro navi commerciali. In risposta, la Repubblica islamica aveva colpito obiettivi in Kuwait, Bahrein e Qatar. Il 17 giugno Stati Uniti e Iran avevano firmato un protocollo d'intesa accompagnato da un cessate il fuoco, concedendosi sessanta giorni di tempo per cercare una soluzione definitiva al conflitto scoppiato il 28 febbraio con un attacco israelo-americano contro l'Iran. Da allora il presidente americano Donald Trump ha sostenuto piu' volte che il cessate il fuoco fosse ormai "finito" a causa degli attacchi iraniani contro le navi commerciali, pur autorizzando la prosecuzione dei negoziati con Teheran. Sul fronte iraniano, la tensione e' stata ulteriormente alimentata dalle dichiarazioni della Guida suprema Mojtaba Khamenei, che ieri ha definito la "vendetta" una prospettiva "inevitabile" dopo i funerali del padre e predecessore Ali Khamenei, ucciso all'inizio degli attacchi israelo-americani. "Dico alla nostra Guida martire che giuriamo di vendicare il suo sangue puro e quello di tutti i martiri di queste due guerre", ha scritto Mojtaba Khamenei, designato Guida suprema nel mese di marzo ma mai apparso in pubblico da allora. "Questa vendetta e' la volonta' della nostra nazione e dovra' compiersi inevitabilmente". "Questi criminali, i cui nomi figurano in una lista, porteranno con se' nella tomba il desiderio di una morte tranquilla nel proprio letto", ha aggiunto. Venerdi' Donald Trump aveva accusato l'Iran di voler organizzare il suo assassinio, promettendo ancora una volta di "decimare e distruggere completamente tutte le regioni dell'Iran" qualora Teheran tentasse di mettere in atto tale minaccia.