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Iran, nuovi attacchi incrociati Usa-Teheran. Israele: "Pronti per la terza volta"

Ancora attacchi incrociati fra Stati Uniti e Iran. Dopo la seconda notte di attacchi Usa - che hanno colpito diverse città portuali del sud e anche Bushehr, sede di una centrale nucleare - Teheran ha risposto con raid su diversi Paesi del Golfo. Le sirene hanno suonato almeno tre volte in Bahrein, sede del quartier generale della Quinta Flotta della Marina Usa, e missili che hanno preso di mira il Kuwait e il Qatar. La Giordania ha fatto sapere di avere intercettato 8 missili e i Pasdaran hanno rivendicato il lancio di 10 missili balistici contro una base Usa nel Paese. Il secondo giorno di attacchi reciproci, parsi più intensi dei precedenti, mette a rischio l'accordo provvisorio volto a porre fine definitivamente alla guerra in Medioriente e fa tornare lo spettro del blocco di Hormuz. Il traffico nello Stretto è quasi completamente bloccato e i Pasdaran hanno ribadito la loro posizione: gli attacchi Usa non solo provocheranno una "reazione schiacciante" da parte dell'Iran, ma interromperanno anche il traffico marittimo cruciale attraverso lo Stretto. Secondo Axios, la Casa Bianca si starebbe preparando a quello che potrebbe trasformarsi in un "ciclo di scontri" con l'Iran nell'area dello Stretto di Hormuz che potrebbe durare "diversi giorni e forse anche diverse settimane". "Ci sono stati nello stretto di Hormuz nuovi blocchi, il che ovviamente ha delle implicazioni ma l'economia europea sta dimostrando resilienza di fronte a questo shock che riguarda l'approvvigionamento di petrolio e gas", ha dichiarato tuttavia il commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis arrivando all'Eurogruppo.

Il tutto si intreccia con i funerali della defunta Guida suprema Ali Khamenei, che vanno avanti da giorni. Una folla di migliaia e migliaia di persone si è raccolta a Mashhad, la seconda città più grande dell'Iran, per la sepoltura dell'ex leader supremo, fra grida di 'Morte all'America' e 'Morte a Israele'. I Guardiani della rivoluzione hanno denunciato che gli attacchi Usa hanno colpito diversi ponti lungo le strade che portano a Mashhad, una mossa che ritengono fosse mirata a oscurare la cerimonia funebre. E le autorità iraniane hanno reso noto che il servizio ferroviario passeggeri sulla linea Teheran-Mashhad è stato sospeso dopo che un tratto della linea è stato colpito in un attacco Usa. Donald Trump l'ultimo round di attacchi lo aveva anticipato dal summit della Nato, dopo avere dato per finito il cessate il fuoco lasciando però aperta la porta al proseguire di negoziati. "Molto probabilmente" li colpiremo duramente "anche stasera", aveva detto mercoledì da Ankara. Dopo qualche ora il Centcom aveva annunciato l'inizio dei raid, affermando che lo scopo è quello di "indebolire ulteriormente la sua capacità di minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". Teheran, oltre a denunciare una violazione del memorandum of understandig, guarda già avanti: l'Iran è pronto a difendersi in caso di ulteriori attacchi Usa, ha assicurato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che durante una telefonata con il capo dell'esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, ha messo in guardia contro qualsiasi ulteriore "avventurismo" militare statunitense. A gettare benzina sul fuoco Israele, che insieme agli Stati Uniti ha lanciato lo scorso 28 febbraio gli attacchi iniziali che hanno scatenato la guerra: "Siamo pronti a riprendere la campagna in Iran anche per la terza volta", "se dovremo tornare, torneremo con forza ancora maggiore", ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz.