il tavolo in svizzera

Trump minaccia, la delegazione dell'Iran lascia il tavolo: i negoziati rischiano subito di saltare

Ennesimo colpo di scena nel difficoltoso percorso verso la pace in Medioriente. La delegazione iraniana ha lasciato la sede dei negoziati - il Burgenstock Resort a Obbuergen in Svizzera- per protestare contro le minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo riferisce una fonte vicina al team negoziale all'agenzia di stampa iraniana Tasnim. Il capo negoziatore iraniano, il Presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, avverte Trump sollecitandolo a "pensare due volte alle sue dichiarazioni: le nostre forze armate sono pronte a rispondere in modo diverso. Indipendentemente dal loro contenuto, siamo noi ad avere l'iniziativa", ha sottolineato. "Non pensano che se le loro minacce avessero un qualsiasi effetto non avrebbero raggiunto lo stato di disperazione in cui si trovano?", ha quindi aggiunto.

Mentre il vicepresidente J.D. Vance auspicava la svolta nei negoziati di livelli più alto mai svolti tra Iran e Usa, il presidente americano aveva tuonato: "Lo chiudete (lo Stretto di Hormuz, ndr) e non avrete più un Paese". Trump,  parlando con Fox News, mentre erano in corso i negoziati diretti in Svizzera aveva detto. "Potremmo anche rilevare lo Stretto, se fossimo costretti a farlo",  ipotizzando anche un ruolo di "angeli guardiani" per gli Usa per lo Stretto, con il 20 per cento del petrolio che vi transita come pedaggio. "Se non fanno un accordo, noi raccoglieremo i pedaggi".