MEDIAZIONE

Iran, via libera all'accordo e venerdì la firma a Ginevra. In bilico il Libano, Israele: "Non rinunceremo alla sicurezza"

Dopo un lungo negoziato, sono arrivate le firme digitali di un accordo che metterà fine alle ostilità fra Usa e Iran: sono quelle di Donald Trump, JD Vance e il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. Per la firma fisica bisognerà aspettare venerdì 19 marzo, quando verrà ufficializzato l'accordo a Ginevra sotto la supervisione del mediatore pakistano.

Per prepararsi, i funzionari delle due parti si troveranno prima a Doha, in Qatar, per poi intraprendere un primo round di negoziati subito dopo la cerimonia di firma. Il memorandum d'intesa in 14 punti prevede la "fine definitiva e immediata della guerra su tutti i fronti, Libano compreso" e "l'impegno degli Stati Uniti a non interferire negli affari interni dell'Iran e a rispettare la sovranità della Repubblica islamica".

  

Gli altri punti recitano: la revoca completa del blocco navale entro 30 giorni; l'impegno degli Stati Uniti a ritirare le proprie forze dalle aree circostanti l'Iran; la riapertura dello Stretto di Hormuz entro 30 giorni; la sospensione delle sanzioni sulle vendite di petrolio e prodotti petrolchimici e dei loro derivati, e pieno accesso dell'Iran alle proprie risorse finanziarie; piani di ricostruzione che saranno presentati dagli Stati Uniti e dai loro alleati, per un totale di almeno 300 miliardi di dollari; un periodo di negoziazione di 60 giorni per raggiungere un accordo definitivo sulla questione nucleare e la completa rimozione delle sanzioni primarie e secondarie statunitensi, delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e delle risoluzioni del Consiglio dei governatori dell'Aiea; riaffermazione dell'impegno dell'Iran, sancito dal Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), a non produrre armi nucleari.

I primi risultati dell'accordo intanto sono già visibili, almeno stando al presidente Usa che, in un post sul social Truth ha annunciato: "Le navi stanno iniziando a muoversi, molte delle quali cariche di petrolio, fuori dallo Stretto di Hormuz". Arrivato poi in Francia per il G7, Trump ha precisato che la via di navigazione "sarà aperta completamente venerdì", con l'ufficializzazione dell'accordo. Teheran, dal canto suo, ha precisato che non imporrà pedaggi ma solo tariffe per servizi di navigazione che verranno forniti e riscossi insieme all'Oman. Di riflesso, Washington revocherà il blocco navale ai porti iraniani dopo la firma di venerdì.

In bilico resta il dossier Libano, che dovrebbe essere incluso nell'accordo. Il premier israeliano Benjami Netanyahu ha però assicurato che l'esercito rimarrà "nelle zone di sicurezza" finché sarà necessario per proteggere il Paese. Poi ha assicurato che "la lotta non è finita" lasciando dunque aperta la porta dello scontro con la Repubblica islamica iraniana che continua a giurare la distruzione dello Stato ebraico. Per questo, il governo di Gerusalemme ha ribadito che impegnerà ogni mezzo per impedire a Teheran di ottenere la bomba atomica.