Svizzera
Incendio a Crans-Montana, i coniugi Moretti in Procura scaricano responsabilità
Jacques e Jessica Moretti, la coppia proprietaria del locale 'Le Constellation', andato a fuoco la notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, è arrivata al tribunale di Sion per essere ascoltata in un'udienza che li vede a confronto. Arrivati su un furgone della polizia senza insegne, Jacques e Jessica Moretti hanno raggiunto l'edificio universitario dove si tengono le audizioni. Questa udienza, sotto forma di confronto con i principali imputati dell'indagine, si tiene alla presenza degli avvocati delle varie parti. Le famiglie delle vittime e dei sopravvissuti possono partecipare. Tra questi, è presente Laetitia Brodard-Sitre, il cui figlio sedicenne è morto nella tragedia. "Ho perso mio figlio Arthur. Ecco perché oggi sono vestita di bianco e tengo la sua foto sul cuore. Sono spariti altri 40 angeli. Ci sono 115 feriti, alcuni sono in ospedale in terapia intensiva, con gravi ustioni, in shock settico, altri non sono più riconoscibili", ha detto, commossa. "Ho bisogno di risposte. Abbiamo bisogno di risposte". Al suo fianco, l'avvocato Romain Jordan sottolinea che "questa è l'ultima occasione che la coppia Moretti avrà di dimostrare di voler partecipare attivamente all'indagine e di dare risposte alle vittime su tutti i punti che restano oscuri o nebulosi".
Ascoltati separatamente a febbraio, i Moretti compaiono per la prima volta da quella data di fronte agli inquirenti. L'udienza di Moretti, prevista per il 7 aprile, è stata posticipata dopo che i difensori hanno depositato certificati medici. Questa volta, "è un'udienza di confronto. Cinque mesi dopo la tragedia, non sono sicuro che questo sarà il luogo della spontaneità", ha commentato Gilles-Antoine Hofstetter, uno degli avvocati delle parti civili. "È una coppia che vive insieme, siamo all'Everest della collusione. Ma è perfettamente corretta partire dall'idea che le due parti coinvolte siano in contatto, date le loro relazioni personali. Ora, ovviamente, c'è una buona probabilità che la narrazione venga concordata," ha detto. I proprietari della discoteca sono già stati ascoltati due volte dall'apertura dell'indagine penale e Jacques Moretti è stato posto in custodia preventiva il 9 gennaio, poi rilasciato il 23 gennaio dopo aver pagato una cauzione di 200mila franchi svizzeri. Sono 14 le persone coinvolte dall'inchiesta penale, per "omicidio colposo, lesioni personali negligenti e incendio doloso colposo". Tra gli indagati ci sono diversi funzionari eletti attuali ed ex e dipendenti del Comune di Crans-Montana. Gli investigatori hanno scoperto che nel locale non erano stati eseguiti i controlli antincendio nei tempi e nei termini dovuti e nel controsoffitto del locale adibito anche a discoteca c'era materiale infiammabile e che le us ite di sicurezza erano state chiuse. I Moretti, nei precedenti interrogatori, hanno respinto le accuse. Jacques ha raccontato di essere intervenuto proprio per aprire le uscite di sicurezza e far defluire i clienti, in maggioranza ragazzi giovanissimi, non appena scoppiato l'incendio. Incendio che, come hanno testimoniato diversi video, sarebbe partito proprio dal controsoffitto. Jessica ha negato di aver preso la cassa ed essersene andata via non appena ha visto le fiamme, anzi ha spiegato di essersi fermata ad aiutare i clienti ad uscire. Gli inquirenti, nel reciproco scarico di responsabilità, ora dovranno accertare la verità dei fatti.