MEDIO ORIENTE
Iran, diplomazia in bilico. Missili incrociati fra le trattative
Il negoziato fra Stati Uniti e Iran è ancora in stallo, nonostante la riunione tenutasi ieri nella Situation Room della Casa Bianca per discutere sull'estensione del cessate il fuoco. Funzionari Usa hanno chiarito che Trump accetterà solo accordi vantaggiosi entro le "sue linee rosse". Concetto rimarcato anche dal capo del Pentagono, Pete Hegseth, che da Singapore ha ricordato minacciosamente che gli Usa dispongano di armi "più che sufficienti" e che questo li renda "più che capaci" di riprendere la guerra con l'Iran. Fra le condizioni irrinunciabili c'è ovviamente la questione sul programma nucleare, a cui Teheran non vuole però rinunciare, e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Negli ultimi giorni, Usa e Iran si sono accusati a vicenda di avere violato il cessate il fuoco. Giovedì scorso i Pasdaran avevano fatto sapere di avere preso di mira una base aerea Usa in Kuwait, in risposta a un attacco di Washington contro una base militare iraniana a Bandar Assad. Oggi Bloomberg ha riferito di un attacco iraniano contro la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait, in cui sarebbero rimasti lievemente feriti 5 cittadini americani, fra contractor e personale in servizio attivo, e gravemente danneggiati due droni da combattimento MQ-9 Reaper.
Secondo la ricostruzione, le difese aeree kuwaitiane avrebbero intercettato il missile Fateh-110, ma i detriti caduti avrebbero colpito la base. Intanto la situazione nello Stretto di Hormuz resta tesa. Mentre un funzionario Usa ha fatto sapere che l'esercito di Washington ha bloccato e messo fuori uso una nave mercantile che tentava di sfondare il blocco navale dei porti iraniani, Teheran ha lanciato un avvertimento affermando che la gestione dello Stretto è esercitata con piena autorità dalle forze armate iraniane e che qualsiasi nave militare tenti di interferire sarà stata presa di mira.