trattative
Usa-Iran verso nuovi colloqui. Cosa prevede la Dichiarazione di Islamabad
Il potenziale accordo preliminare tra Iran e Stati Uniti si chiamerà "Dichiarazione di Islamabad". Lo riferiscono fonti autorevoli ad Al Arabiya, secondo le quali il prossimo round di colloqui potrebbe tenersi venerdì 5 giugno. L'accordo preliminare è un memorandum d'intesa a cui seguiranno negoziati su un accordo definitivo che coprirà le questioni in sospeso, hanno affermano le fonti ad Al Arabiya. Venerdì 5 giugno Washington e Teheran invieranno i capi delle rispettive delegazioni una volta iniziati i negoziati sull'accordo definitivo, precisa Al Arabiya.
Il presidente americano Donald Trump ha rassicurato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, durante un colloquio telefonico sul fatto che l'accordo finale con l'Iran prevede lo smantellamento del suo programma nucleare e la rimozione di tutto l'uranio arricchito della Repubblica islamica. L'ha dichiarato un alto funzionario israeliano citato dal Times of Israel. Trump "ha chiarito che manterrà una posizione ferma nei negoziati sulla sua richiesta di lunga data di smantellamento del programma nucleare iraniano e di rimozione di tutto l'uranio arricchito dal territorio iraniano, e che non firmerà un accordo definitivo se queste condizioni non saranno soddisfatte", ha affermato il funzionario.
Intanto emerge che Washington e Teheran sono ancora in disaccordo su "una o due clausole" del possibile memorandum d'intesa. Lo riporta l'agenzia di stampa statale iraniana Tasnim citando una "fonte informata", secondo la quale a causa dell'"ostruzionismo americano" l'accordo non è ancora stato definito. "L'Iran sottolinea l'importanza della realizzazione dei diritti del suo popolo e questa questione è stata comunicata al mediatore pakistano. Se gli Stati Uniti continueranno a mettere ostacoli, non ci sarà alcuna possibilità di finalizzare il memorandum d'intesa", ha aggiunto. Queste dichiarazioni sembrano rispecchiare quelle rilasciate dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, secondo il quale "ci sono ancora questioni che devono essere discusse tramite mediatori". L'ultima bozza di accordo, ha detto Baghaei, fornisce un "quadro di riferimento", ma il testo finale deve per l'Iran ''includere questioni principali necessarie per porre fine alla guerra imposta e altre questioni di fondamentale importanza per noi".