cortocircuito a sinistra

Flotilla, mazzate della polizia spagnola agli attivisti. Cortocircuito a sinistra

David Di Segni

Succede anche ai migliori, ai moralmente superiori, ai più puri che poi inevitabilmente finiscono per essere epurati. Nella Spagna di Pedro Sanchez, lo Stato più pro-Pal dell’intera Unione Europea che ha scagliato più condanne contro Israele di quante ne abbia mai indirizzate a Iran, Russia e Cina messe assieme, l’accoglienza riservata ai propri conterranei della Flotilla di ritorno dalla Turchia non è stata proprio delle migliori. All’aeroporto di Bilbao, città fra le più note dei Paesi Baschi, l’arrivo degli pseudo pirati dei Caraibi ha generato incidenti e forti momenti di tensione. La scintilla è scoppiata quando alcuni membri della Sumud hanno ostruito il passaggio in uno dei gate di arrivo, provocando dunque la reazione della polizia locale Ertzaintza che si è poi riversata anche contro i sopraggiunti sostenitori Pro-Pal mentre scavalcavano il cordone di sicurezza. Nelle immagini messe in circolo sul web, gli addetti delle forze dell’Ordine vengono filmati mentre trascinano, manganellano e infine fermano gli attivisti. Gli scontri hanno portato a un bilancio totale di quattro arresti, due membri della Flotilla e due sostenitori, per grave disobbedienza, resistenza e aggressione alle autorità.

Nei giorni addietro, Madrid aveva diretto il coro dello sdegno internazionale contro il ministro Ben Gvir per il trattamento rivolto ai flotillieri, ma finora nemmeno un accenno invece su quanto accaduto fra le proprie mura di casa. Certo, si dirà che la regione dei Paesi baschi gode di un elevato livello di autonomia e di una polizia autonoma, ma fino a prova contraria resta ancora parte integrante della Spagna. Almeno a tal punto da meritare il commento del Premier che rappresenta tutto il territorio. Comunque a evidenziare la contraddizione di Pedro Sanchez, che fra onoreficenze a Francesca Albanese e Kefiah al collo è il protagonista indiscusso dell’antagonismo allo Stato ebraico, ci ha pensato niente meno che il ministero degli Esteri israeliano. In un post satirico e sottilmente ironico pubblicato sulla piattaforma X, il dipartimento ha scritto: «Chiediamo una spiegazione al governo spagnolo riguardo al suo trattamento degli anarchici della Flotilla». Poche righe che evidenziano il doppiopesismo che spara condanne a intermittenza.

  

Su quanto accaduto a Bilbao, non si è fatto però attendere il commento della Global Sumud Flotilla che ha espresso «profonda indignazione e condanna in seguito alla violenta aggressione perpetrata dall’Ertzaintza» chiedendo perfino una «indagine internazionale sull’accaduto». Più curiosa è stata la loro ricostruzione dei fatti che attribuisce l’origine dei disordini a un malinteso. Nella versione fornita, infatti, tutto sarebbe iniziato «quando un familiare» in ansia avrebbe oltrepassato «una barriera per abbracciare i propri cari» e non invece forzato un limite invalicabile. Per i marinai in Kefiah, quindi, la polizia ha dimostrato «mancanza di umanità» ed esercitato «violenza sistemica e coloniale». Paradossalmente, le stesse parole usate a nastro dal mondo intero contro Israele per la vicenda Flotilla. Sanchez non dovrebbe dunque avere fatica a tuonare in casa propria, indipendentemente dal grado di autonomia in quella regione. Oppure teme di essere rimproverato, con tanto di dito alzato, dalla sua paladina Francesca Albanese?