Medio Oriente
Iran, "fase decisiva" per accordo di pace. Negli Usa pressioni su Trump per finire la guerra
Il potente capo dell'esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, è arrivato a Teheran mentre si intensificavano gli sforzi diplomatici per mediare un accordo di pace tra Iran e Stati Uniti. Islamabad sta assumendo un ruolo di mediazione sempre più importante, mentre i Paesi del Golfo si adoperano per prevenire un conflitto più ampio. Teheran ha affermato che l'intensa attività diplomatica con gli americani ha raggiunto una fase "decisiva" seppure non discuterà pubblicamente i dettagli dei negoziati sul nucleare, poiché i precedenti colloqui "ci hanno portato alla guerra", ribadendo al contempo il diritto ad utilizzare l'energia nucleare a fini pacifici. Un funzionario iraniano ha affermato che porre fine alla guerra, revocare il blocco statunitense e garantire la stabilità nello Stretto di Hormuz rimangono le principali priorità di Teheran nei colloqui di pace in corso, sottolineando al contempo che la revoca delle sanzioni sulle esportazioni di petrolio e lo sblocco dei beni congelati "non sono dettagli per noi". Il funzionario ha anche elogiato il ruolo del Qatar nel sostenere gli sforzi di mediazione guidati dal Pakistan.
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha affermato che le divergenze nei colloqui con Washington rimangono "profonde e significative", segnalando che ostacoli importanti si frappongono ancora al raggiungimento di un accordo formale. Fermare la guerra è "essenziale su tutti i fronti" ma un clima diplomatico positivo da solo "non è sufficiente" per raggiungere un accordo. Il Segretario di Stato americani Marco Rubio avverte che Washington ha ancora "altre opzioni" se la diplomazia dovesse fallire.
Jason Campbell del Middle East Institute ha affermato che il presidente degli Usa Donald Trump sta subendo crescenti pressioni interne per allentare la guerra con l'Iran, mentre i prezzi del petrolio aumentano e si avvicinano le elezioni di medio termine per il rinnovo del Congresso. Noonostante Trump insista sul fatto che il conflitto "finirà presto", Campbell ha sottolineato che Teheran ritiene di poter resistere a una prolungata pressione economica e sulla sicurezza, mentre "il tempo non è un fattore neutrale" per la Casa Bianca.