Spagna al voto
Andalusia, débâcle per i socialisti di Sanchez. Ora il Partito popolare guarda a Vox per governare
I socialisti del premier spagnolo Pedro Sanchez subiscono una sconfitta storica nelle elezioni regionali in Andalusia, dove con l'85% delle schede scrutinate si avviano a racimolare appena 28 dei 109 seggi da assegnare. Il peggior risultato di sempre in quella che per quasi quarant'anni è stata la principale roccaforte elettorale del Psoe. Il Partido Popular (Pp), guidato dal presidente uscente della regione Juanma Moreno, è accreditato per 52 seggi, tre in meno della maggioranza assoluta fissata a 55. Determinante potrebbe quindi risultare il sostegno di Vox, il partito di estrema destra, che si avvia a ottenere 16 seggi e a tornare nel ruolo di ago della bilancia già svolto in altre regioni come Estremadura, Aragona, Castiglia e Leon. L'Andalusia, con quasi nove milioni di abitanti e rappresenta il 18% della popolazione spagnola, è la regione più popolosa del Paese e dispone di ampie competenze in settori chiave come sanità, istruzione e politiche abitative, rendendo il voto particolarmente significativo sul piano nazionale. La candidata socialista era Maria Jesus Montero, ex vicepremier e già ministro delle Finanze, indicato dagli avversari come simbolo degli scandali di corruzione che hanno colpito il Partito socialista e delle difficoltà del governo centrale, incluso il mancato varo di una legge di bilancio durante l'attuale legislatura. L'aver messo in campo politici di calibro e aver perso viti a valanga per Sanchez rappresenta una sconfitta ancor più cocente.
Dopo le débacle subite dalla Sinistra nelle tre precedenti consultazioni regionali, il risultato andaluso rappresenta un colpo particolarmente duro per il ProPal Sanchez, la cui popolarità interna è stata indebolita dalle indagini per corruzione che coinvolgono familiari ed ex collaboratori politici. "Quello che accade in Andalusia determina chiaramente anche altre cose", ha dichiarato Moreno dopo aver votato a Malaga, definendo la sua regione "una terra molto particolare con un peso enorme". L'affluenza provvisoria ha superato il 64%, otto punti percentuali in più rispetto alle elezioni del 2022. Il Pp ha già formato governi di coalizione con Vox in Estremadura e Aragona e non esclude una cooperazione anche a livello nazionale qualora le prossime elezioni legislative, previste nel 2027, non produssero una maggioranza chiara. Una strategia che distingue i conservatori spagnoli da altri partiti tradizionali europei che mantengono un "cordone sanitario" nei confronti dell'estrema destra.
Adelante Andalucia, la formazione anticapitalista guidata da José Ignacio Garcia, è una delle principali sorprese di queste elezioni, passando da due a otto deputati nel parlamento autonomo. Il partito era stato promosso da Teresa Rodriguez dopo la sua uscita da Podemos. Il risultato sancisce il cosiddetto "sorpasso" su Por Andalucia, la coalizione capitanata da Antonio Maillo, nella quale Podemos era confluito solo all'ultimo momento. Con otto seggi, ottiene anche un proprio gruppo parlamentare, soglia fissata a cinque deputati. Nel complesso, i partiti alla sinistra del Partito socialista totalizzano 13 seggi, sei in più rispetto ai sette conquistati nelle elezioni del 2022. Prima dell'inizio della campagna elettorale, Garcia era conosciuto da meno del 20% degli elettori, nonostante i sondaggi gli fossero favorevoli. La sua notorietà' è cresciuta grazie ai dibattiti televisivi, che gli hanno permesso di farsi conoscere da un pubblico più ampio.