COLPO GROSSO AL DRAGO ROSSO

Cina, Rubio sigilla Taiwan e frena i detrattori. Sul tavolo, il dossier economico

Sono numerose le speculazioni che hanno accompagnato la missione diplomatica statunitense in Cina, fra cui quella del possibile disinteresse di Pechino in Iran in cambio di quello Usa a Taiwan. Così però non è stato e a ribadirlo ci ha pensato proprio il segretario di Stato di Washington, Marco Rubio, che ha chiarito l'immutabilità delle politiche nei confronti di Taipei. Per il capo della diplomazia Usa, che tra l'altro è soggetto a sanzioni cinesi dal 2020 per via delle sue critiche sui diritti umani nel paese, le condizioni "sono rimaste pressoché invariate nel corso di diverse amministrazioni presidenziali e continuano a esserlo tuttora". Al riguardo, la vendita di armi americane all'isola "non è stata un argomento di rilievo". Taiwan pare quindi non essere al centro di particolari evoluzioni e, a quanto ha fatto sapere sempre Rubio, il presidente Trump non sarebbe volato a Pechino per chiedere un aiuto nella risoluzione del conflitto iraniano.

Sul tavolo la fetta di torta più grande è quindi quella economica. Le delegazioni, d’altronde, parlano chiaro. Oltre ai vertici di Washington, Trump è stato accompagnato da ben 17 Ceo delle più importanti aziende: da Elon Musk di Space X a Tim Cook di Apple, fino a Jensen Huang di Nvidia. Xi Jinping mira entro il 2049 a far raggiungere alla Cina il primato mondiale, mentre Trump tenta un avvicinamento per domare il dragone rosso e tenere il posto sullo scranno più alto. Nell'incontro odierno, il leader di Pechino ha parlato di Trappola di Tucidide, una dinamica delle relazioni internazionali che si innesca quando una potenza emergente minaccia di rimpiazzare quella dominante? Uno scenario che finora i due pare sembrano voler scongiurare, ma sarà veramente così?