Regno Unito, ultimatum al premier Starmer: "Dimettiti entro settembre"
Catherine West, la Lady di Ferro che ieri aveva sfidato il primo ministro britannico Starmer, ha lanciato l'ultimatum. "Dimettiti entro settembre", gli ha intimato dopo il discorso di stamattina in cui il premier ha provato a ricucire con la base del partito per non perdere la leadership dopo la cocente sconfitta elettorale alle amministrative che visto i laburisti perdere 1.500 consiglieri comunali e Reform di Nigel Farage guadagnarne 1.300. Con buoni (e inattesi) risultati anche per liberali e Verdi. "Ho ascoltato il primo ministro stamattina. Accolgo con favore la rinnovata energia e le nuove idee. Ma è troppo poco e troppo tardi", ha sottolineato West, che ha annunciato che cercherà di raccogliere il sostegno degli 81 deputati necessari (il 20% degli eletti) per sfidare formalmente Starmer e puntare alla guida del Labour Party. Ora quelli che la sostengono sono quaranta. C'è chi giura potrebbe raggiungere l'obiettivo presto. Intanto a Sir Keir è stato annunciato lo sfratto: dimissioni entro settembre. Quando si ridiscuterà la guida del partito, a cui puntano pure il ministro della Salute Wes Streeting, l'ex vicepremier Angela Rayner e il sindaco della Greater Manchester Andy Burnham. “I risultati delle elezioni del 7 maggio dimostrano che il premier non è riuscito a infondere speranza. La cosa migliore per il partito e per il Paese ora è una transizione ordinata", ha affermato West, ora deputata e che in passato è stata Sottosegretario agli Esteri.
L'ultimatum non sembra aver indotto Starmer a più miti consigli. Anzi, ha sottolineato che resisterà a qualsiasi tentativo di scalzarlo. Perché il partito laburista necessita di una guida forte: "Non stiamo affrontando solo tempi pericolosi, ma avversari pericolosi". E il Labour, secondo lui, rappresenta l'ultima difesa contro un Paese che si avvia verso una "strada molto oscura". Quindi ha annunciato ciò che s'ha da fare per rilanciare l'economia del Regno Unito: nazionalizzazione la British Steel, così che a controllare la produzione di acciaio sarà lo Stato; un nuovo accordo con l'Unione europea per cancellafe gli "errori della Brexit e favorire la mobilità dei giovani"; posti di lavoro sicuro per i ragazzi una volta completati gli studi. Bocciato dagli elettori, Sir Keir vuole restare a Downing Street ad ogni costo mentre il partito discute su chi potrà sostituirlo.