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Tensione a Hormuz: gli USA colpiscono due petroliere, Teheran valuta l’accordo

Nonostante il fragile cessate il fuoco fra Stati Uniti e Iran resti ancora in vigore, aumentano gli scontri nello Stretto di Hormuz. Il Comando centrale americano ha infatti notificato di aver colpito due petroliere battenti bandiera di Teheran nel Golfo dell'Oman che stavano "violando il blocco statunitense in corso". Le due imbarcazioni erano vuote e si dirigevano verso un porto iraniano. Secondo gli Usa sarebbero in totale oltre 70 le petroliere a cui è stato impedito di "entrare e uscire" dai porti iraniani. Navi che in totale hanno la capacità di trasportare "oltre 166 milioni di barili di petrolio iraniano, per un valore stimato di oltre 13 miliardi di dollari". In risposta, il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha parlato di "avventurismo capriccioso" e "comportamento sconsiderato" da parte americana.

Gli Usa, come detto dal segretario Marco Rubio in visita a Roma, sono in attesa della risposta di Teheran alla loro ultima proposta per giungere a un accordo. "La proposta è al vaglio e, una volta raggiunta una conclusione definitiva, la annunceremo sicuramente" hanno confermato le autorità di Teheran, mentre il vice-presidente JD Vance incontrava il premier del Qatar, lo sceicco Mohammed Al Thani. Secondo quanto riferito da un funzionario Usa ad Axios, Doha rappresenta "un canale di comunicazione riservato fondamentale nei negoziati per un accordo che ponga fine alla guerra". Nel frattempo, gli Usa si rivolgono alla comunità internazionale: "E' accettabile che l'Iran dica di controllare acque internazionali? Cosa è disposto a fare il mondo a questo riguardo?". Gli Usa allertano: "Preparatevi, perché altri 10 Paesi lo faranno ed è una cosa inaccettabile".ù

  

Il futuro di Hormuz è stato anche al centro dei colloqui tra Rubio eil ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani. Il titolare della Farnesina ha insistito sulla necessità di arrivare a un "accordo forte che garantisca pace e stabilità" con la diplomazia come scenario prediletto. La Farnesina ha poi dato disponibilità a partecipare a missioni internazionali a Hormuz "una volta raggiunto il cessate il fuoco" inviando "dei dragamine" che potrebbero essere prima dislocati nel Mar Rosso e successivamente, qualora si decidesse di partecipare alla missione internazionale, essere "trasferiti" nello strategico braccio di mare.