MEDIO ORIENTE

Iran, scintille sul negoziato: "Accettare o guerra". Trump stringe, Teheran frena

Un memorandum di intesa in 14 punti per porre fine alla guerra e definire un quadro di riferimento per negoziati più approfonditi sul nucleare. Sarebbe questo il documento - lungo soltanto una pagina - a cui si starebbe lavorando fra Washington e Teheran. Secondo alcune fonti citate dai media americani il memorandum prevederebbe la fine della guerra nella regione e l'inizio di un periodo di 30 giorni di negoziati, che potrebbero svolgersi a Ginevra o a Islamabad.

L'accordo includerebbe anche la sospensione dell'arricchimento dell'uranio da parte dell'Iran, che potrebbe durare 12 o 15 anni, la riapertura dello Stretto di Hormuz da ambo le parti e la revoca delle sanzioni americane a Teheran. Donald Trump si è detto ottimista e ha detto di ritenere "possibile" l'accordo prima del suo viaggio in Cina dove si è già recato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. "Non è indispensabile ma sarebbe l'ideale" ha affermato il tycoon chiarendo però che in caso contrario i bombardamenti "riprenderanno".

  

Dopo le voci secondo cui Israele sarebbe rimasta "sorpresa" dalle aperture di Trump il primo ministro Benjamin Netanyahu si è affrettato a precisare che c'è "pieno coordinamento" fra i due partner. "Condividiamo obiettivi comuni - ha dichiarato - quello più importante è rimuovere dall'Iran tutto l'uranio arricchito e smantellare le loro capacità di arricchimento".

L'Iran, dal canto suo, ha frenato le aspettative dell'amministrazione americana. Teheran infatti ha precisato che non c'è ancora una risposta ufficiale al testo proposto dagli Usa, aggiungendo che alcune clausole restano "inaccettabili". Comunque, in attesa di valutazione dell'accordo e su pressione del Pakistan he funge da mediatore, Trump ha annunciato la sospensione dell'operazione 'Project Freedom' nello Stretto di Hormuz.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha reso noto che i militari americani hanno "messo fuori uso" una petroliera battente bandiera iraniana nel Golfo dell'Oman, dopo che l'imbarcazione avrebbe ignorato "ripetuti avvertimenti" di non oltrepassare lo Stretto di Hormuz. La navigazione nel braccio di mare è stata anche al centro di una telefonata fra il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e quello francese Emmanuel Macron, che ha annunciato l'avvicinamento all'area del conflitto della portaerei Charles De Gaulle in vista di una futura "missione multinazionale, guidata da Francia e Gran Bretagna, per ripristinare la libera di navigazione". Macron ha aggiunto di volerne parlare anche con lo stesso Donald Trump sottolineando la terzietà della missione stessa.