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Guerra, Golfo in ginocchio: il colpo economico è peggiore del Covid
La guerra in Medio Oriente sta infliggendo ai Paesi del Golfo il colpo economico più duro dai tempi della pandemia, con prospettive di breve termine in alcuni casi peggiori rispetto alla crisi del Covid. È quanto emerge da un'analisi di Moody's Analytics e della World Bank, secondo cui il conflitto sta compromettendo i principali motori di crescita della regione. Moody's, si legge sul Wall Street Journal, stima un forte calo dell'attività economica nel secondo trimestre. Il pil del Qatar è atteso in contrazione di circa il 16% rispetto ai primi tre mesi dell'anno, mentre quello del Kuwait dovrebbe scendere di circa il 12%. Più contenuto, ma comunque significativo, il calo previsto per Arabia Saudita (-4%) ed Emirati Arabi Uniti (-8%), grazie anche alla possibilità per questi due Paesi di reindirizzare parte delle esportazioni petrolifere su oleodotti alternativi.
Peggiora anche il quadro di medio periodo. La World Bank prevede ora che la crescita complessiva del pil del Golfo si attesterà all'1,3% nel 2026, in netto calo rispetto al 4,4% stimato a gennaio. Secondo l'istituzione internazionale, i costi della ricostruzione potrebbero mettere sotto pressione i conti pubblici e penalizzare gli investimenti di lungo periodo, mentre la fiducia degli investitori potrebbe richiedere anni per riprendersi.
Oltre all'energia, anche il turismo - uno dei principali driver di diversificazione economica della regione - sta subendo contraccolpi pesanti. Secondo Moody's, a Dubai, considerata un indicatore rappresentativo del settore, il tasso di occupazione alberghiera è destinato a crollare al 10% nel secondo trimestre, dall'80% registrato prima dello scoppio del conflitto a fine febbraio.