Israele

Flotilla, Thiago de Avila adesso fa lo sciopero della fame. Il Mossad vuole interrogarlo per la spedizione a Gaza

Angela Bruni

Saif Abukeshek Abdelrahim e Thiago de Avila, i due attivisti della Global Sumud Flotilla attualmente detenuti in Israele "hanno dichiarato lo sciopero della fame". Lo fa sapere l'organizzazione in una nota. Continueranno a bere acqua. Entrambi dovrebbero comparire domenica alle 9.30 davanti al Tribunale di primo grado di Ashkelon per un'udienza sulla proroga della detenzione. Il centro legale Adalah che li assiste sostiene che "il trattamento riservato ai due attivisti, inclusi l'isolamento, la prolungata bendatura e le percosse, costituisce una grave violazione del diritto internazionale". Adalah afferma inoltre che "qualsiasi interrogatorio nei loro confronti è illegale e che devono essere rilasciati immediatamente". Gli avvocati del centro legale indipendente gestito da palestinesi in Israele, hanno effettuato una visita al carcere di Shikma dove hanno incontrato per la prima volta gli attivisti della Global Sumud Flotilla. "Le testimonianze fornite rivelano detenzione prolungata in posizioni forzate da parte delle forze militari israeliane durante i due giorni trascorsi in mare". Entrambi sono arrivati questa mattina al centro di detenzione di Shikma, ad Ashkelon, dopo oltre due giorni sotto custodia navale.

Thiago Avila ha riferito di essere "stato sottoposto a estrema brutalità durante il sequestro delle imbarcazioni. "È stato trascinato a faccia in giù sul pavimento e picchiato così violentemente da perdere conoscenza due volte", spiega Adalah. "Dal momento della cattura fino al trasferimento al Servizio Penitenziario israeliano, avvenuto oltre due giorni dopo, è stato tenuto in isolamento e bendato. Attualmente si trova in una cella senza finestre". Il brasiliano ha inoltre riferito agli avvocati di essere stato interrogato dall'agenzia di intelligence Shabak e che gli è stato detto che sarà successivamente interrogato dal Mossad con il sospetto di "affiliazione a un'organizzazione terroristica". L'attivista Saif Abukeshek ha raccontato di essere stato tenuto con le mani legate e bendato, e costretto a rimanere sdraiato a faccia in giù sul pavimento dal momento della cattura fino alla mattina di sabato, riportando lividi al volto e alle mani. Dopo l'arrivo al centro di detenzione di Shikma, ha riferito di essere stato informato di essere sotto interrogatorio da parte dello Shabak con il sospetto di "affiliazione a un'organizzazione terroristica". A Roma manifestanti si sono riuniti davanti al ministero degli Esteri per chiedere la liberazione dei due attivisti detenuti.