La presentazione
L'Occidente non manca di valori, ma della volontà di raccontarli. Presentato l'ultimo libro di Dettori
L’Occidente non manca di valori, ma della volontà di raccontarli. È quanto sostiene Pietro Francesco Dettori in «Riconquistare menti e cuori - L'Occidente sul campo di battaglia digitale». Nel pomeriggio di ieri, presso il Mondadori Bookstore della Galleria Alberto Sordi, nella capitale, viene presentato l'ultimo libro dell'ex guru della comunicazione M5S. All'evento, moderato da Flavia Giacobbe, direttrice di Formiche, sono intervenuti: Alessandro Sallusti, direttore di Politico Quotidiano e Gino Zavalani, direttore di Esperia.
"Le autocrazie - spiega l'autore alla folta platea di politici, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni - hanno colonizzato i social prima e meglio delle democrazie e l’Occidente non ha ancora trovato una risposta efficace. La diagnosi è netta. Russia e Cina usano i social con una logica narrativa sistematica. Le nostre democrazie, invece, non sono in grado di presentare una contro-narrazione capace di raggiungere i cittadini o meglio quei luoghi dove, nella nostra società, si formano le opinioni". Il moderno campo di battaglia sono le più note piattaforme social, da Tik Tok a Instagram. Lo storytelling, infatti, è l'evoluzione del termine «propaganda», ovvero di quanto gli studiosi del Novecento ritenevano lo strumento per incanalare i bisogni della collettività. La differenza sta soltanto nell'utilizzo dello strumento. Un chiaro esempio del conflitto dei nostri giorni è quanto avvenuto il 7 ottobre del 2023. I media tradizionali offrono una lettura più equilibrata che, però, consegna la "ragione pubblica" agli avversari.
L'ultimo lavoro del comunicatore, formatosi alla scuola di Casaleggio, dunque, non è soltanto la classica analisi, ma un vademecum per comprendere come muoversi nel complesso mondo della comunicazione 4.0. La proposta dell'autore sta nell'utilizzare i vantaggi delle nuove tecnologie come opportunità per salvaguardare una cultura sempre più minacciata da letture distorte e parziali, con la stessa sistematicità e consapevolezza strategica degli avversari. Un qualcosa, pertanto, che non si limita alla mera teoria. Gino Zavalani, nel corso della presentazione, in tal senso, presenta il modello "Esperia", ovvero quel progetto editoriale fondato nel 2025 e riconducibile a Dors Media, che ha come priorità proprio quella di controbattere, con le azioni, con le proposte e con le specificità dei nuovi linguaggi, a "una guerra narrativa indispensabile per tenere in piedi una civiltà".