Migranti, il piano Sanchez per la Mauritania che assomiglia al modello Albania

Una Spagna che segue il modello Italia sui migranti? Sembrerebbe di sì, se si guarda alla cooperazione con la Mauritania pensata per fermare le partenze verso le Canarie. Un approccio che richiama al modello Albania, recentemente promosso anche dall'avvocato generale della Corte di Giustizia Ue. Il pilastro esterno del sistema spagnolo è l'intesa tra Unione Europea e Mauritania, siglata nel marzo 2024 e rafforzata dall'azione diretta di Madrid: un accordo che mobilita oltre 200 milioni di euro per il controllo delle frontiere, il sostegno alle autorità locali nelle intercettazioni e il contrasto alle reti di traffico di esseri umani. In concreto, la cooperazione si traduce in pattugliamenti, operazioni congiunte e gestione dei migranti direttamente sul territorio mauritano, con l'obiettivo di bloccare le partenze verso le Canarie prima che raggiungano acque europee.

In questo quadro si inseriscono due centri inaugurati lo scorso ottobre a Nouadhibou e Nouakchott, finanziati con fondi europei e costruiti dall'agenzia pubblica Fiap, legata al ministero degli Esteri spagnolo. Formalmente destinati alla "prima accoglienza temporanea" per un massimo di 72 ore, sono stati descritti da El Diario come "due carceri per migranti". Le strutture dispongono anche di culle per bebè e possono trattenere minori accompagnati, possibilità vietata nei centri analoghi in Spagna. La gestione resta alle autorità mauritane, con supporto operativo e know-how spagnolo.

  

Il modello non è comunque uguale a quello italiano, ma ci si avvicina. L'accordo Italia-Albania interviene dopo il soccorso in mare: alcuni migranti vengono trasferiti in centri costruiti e gestiti dall'Italia in territorio albanese, dove si svolgono procedure accelerate di asilo e rimpatrio. La strategia spagnola, invece, punta a intervenire prima, nei Paesi di transito e prima che i migranti raggiungano le coste europee, delegando gran parte della gestione alle autorità locali, sostenute da fondi, mezzi e formazione europea.

Ad apparire invece sostanzialmente diverso è l'atteggiamento dell'opinione pubblica e della sinistra, che punta il dito contro il governo Meloni per il modello Albania e non dice invece nulla su quello spagnolo in Mauritania.